La Nuova Ferrara

Sport

Ma che bella Spal Non batte il Torino però è da applausi

Paolo Negri
Ma che bella Spal Non batte il Torino però è da applausi

I biancazzurri giocano alla grande contro la fisicità e l’ostruzionismo dei granata Vano assalto finale con gli ospiti in dieci. La vittoria non arriva, la prova è super

2 MINUTI DI LETTURA







In cerca di conferme dopo la strabiliante vittoria di Parma, la Spal voleva dare continuità tornando così al successo interno latitante da metà settembre. Obiettivo mancato, per quanto riguarda l’affermazione, ma la prestazione è stata di alto livello, intensa, brillante, apprezzabilissima. Una Spal da applausi. Un pareggio a reti bianche col Torino, ma di spessore ben diverso dai precedenti casalinghi.

gara durissima

Biancazzurri in campo con la formazione annunciata, non fosse per la sorpresa Valoti preferito a Valdifiori (uno dei tanti ex) ma ovviamente schierato mezz’ala, con Missiroli traslocato in regia come nei minuti del produttivo assalto di Parma. In difesa rientra Cionek, lo squalificato Petagna viene rilevato da capitan Antenucci. In panchina i neo-acquisti Murgia e Regini. Quanto al Toro, Mazzarri lo presenta con speculare 5-3-2: il tecnico conferma il tandem Belotti-Zaza ed i tre di centrocampo (tenendo fuori Baselli – ancora – e Meitè di ritorno dalla squalifica), mentre sostituisce l’acciaccato Djidji con Moretti.

Gara fisicamente durissima, Ansaldi ammonito già al 2’per una micidiale entrata a metà campo su Fares. Poco dopo, lo stesso argentino commette un evidente fallo di mano in area spallina ma l’arbitro lascia correre: era giallo, e conseguente espulsione. La Spal dialoga e punge in contropiede, gran palla di Paloschi per Valoti che però incespica: anziché portare la redonda sarebbe stato più produttivo servire il liberissimo Antenucci. Toro rognosissimo, imbriglia col suo atletismo e fraseggia ispirato da Ansaldi. Due annotazioni: dopo 20 minuti scarsi nessun tiro in porta (su entrambi i fronti) e nemmeno una discesa di Lazzari. La gabbia granata non concede spazi. Il primo squillo è di Belotti, scatto e radente, Viviano si stende a mettere in corner. La Spal occupa intelligentemente il campo ma fatica ad esprimere trame anche perché il Toro spezza sistematicamente il gioco con interventi fallosi. Gara tattica e aspra. La Spal c’è, eccome. Chiude il tempo in netto crescendo, manovra, spinge. Applausi.

massimo sforzo

Nella ripresa la Spal parte forte e infiamma il popolo. Prova di alto spessore. Ma, occhio: il Toro mette paura con una zuccata di Izzo, da punizione. Biancazzurri alla grande, martellanti, decisi, continui, manovrieri, concentrati, solidi. Il Torino? Alza ulteriormente il livello di fisicità mettendo Meitè per Ansaldi. E poi falli, falli, ancora falli. Giallo a Belotti, su Lazzari. Giallo a Nkoulou, su Paloschi: scatta il rosso. Ospiti in dieci. Mazzarri toglie Zaza per Baselli. La Spal annusa il sangue. Massimo sforzo. Valoti spreca l’occasionissima. Semplici vuole vincere, toglie Cionek a vantaggio di Floccari, poi lo stanco Valoti e fa debuttare Murgia. È 4-3-3, Lazzari terzino destro.

Sforzi continui ma vani. Il Toro resiste. Quella della Spal però è una gara di assoluto livello, apprezzabilissima. Il punto vale. –



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google