Baltur, ora anche il problema Mays Fava amareggiato
cento. Troppo forte Treviso per questa Baltur, nessuno pensava, salvo miracoli, di poter espugnare il Palaverde. Ma neppure di mollare così. Di attenuanti ce ne sono perché mancava Moreno, Mays è di fatto rimasto in campo pochi minuti prima di cedere al dolore al ginocchio, Kuksiks non ha ancora il ritmo per il campionato e soffre l’intensità. Però perdere con un “-43” fa davvero male. Di fatto, la partita della Baltur è durata 8’: giusto il tempo di farsi doppiare. Buoni segnali solo dalla difesa nel secondo parziale, per il resto il nulla. E tutta una serie di problemi legati all’organico sui quali occorre riflettere.
lo sfogo
«Questa non è la nostra squadra - sussurra amareggiato il presidente Fava -: non è la squadra che avevamo costruito. Non sono alibi, non sono giustificazioni. Sono dati oggettivi. Siamo senza White che dovrebbe rientrare dopo la pausa della coppa Italia, eravamo ancora senza Moreno il cui problema all’adduttore si è rivelato più grave del previsto. Adesso anche Mays (condrite al ginocchio; ndr). Già contro Ravenna, Mays accusava fastidi ma è riuscito a stare in campo. A Treviso il dolore al ginocchio era maggiore. Io una sfortuna così non l’ho mai vista, una maledizione. La società non lo merita per tutti gli sforzi fatti».
Fava prosegue il suo sfogo: «Abbiamo anche provato a dare uno scossone, ma nessuno ha la bacchetta magica. Vado a tutti gli allenamenti, Bechi sta lavorando bene; alcuni non rendono più come hanno reso all’inizio del campionato. Ricordo benissimo le prime partite, eravamo una squadra apprezzata da tutti. Non siamo diventati all’improvviso dei brocchi. Va bene un calo fisiologico, qualcuno ha tirato un po’ troppo la carretta, ma questa non è la nostra squadra. Da tutti mi aspetto una reazione».
lo spareggio
La condizione di Mays purtroppo è peggio del previsto, ma intervenire ancora sul mercato è decisamente complesso. «Chi ha giocatori buoni se li tiene - dice Fava -: tutti questi infortuni creano avvilimento ma da parte della società non c’è rassegnazione». Domenica a San Lazzaro arriva Cagliari, uno spareggio: riflettere oggi su quanto accaduto da luglio a oggi, sugli errori commessi e sulle decisioni prese, non ha molto senso. Ora c’è da pensare a crescere perché con 50 punti segnati a partita si fa poca strada. —
Simone Gagliardi
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