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VOLLEY SERIE B 

Martinelli: «Bene la vittoria ma quando si può la Krifi deve chiudere 3-0»

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FERRARA. Non nasconde il suo rammarico, coach Martinelli, verso la sua Krifi. La vittoria al tie break con l’Ama San Martino non accontenta il coach.

«Sono abbastanza infastidito per il punto perso - esordisce il tecnico - , perché, dopo i primi due set, in cui abbiamo giocato in maniera esemplare, sbagliando niente, purtroppo abbiamo avuto un calo di concentrzione, che sapevamo benissimo di non dover avere. Nel terzo set abbiamo smesso un pochino di giocare soprattutto in quei fondamentali che sono un po’ il termometro della partita, difesa e copertura, e abbiamo un pochino tirato i remi in barca, pensando che la partita fosse in discesa. Invece loro, come era normale aspettarsi, hanno avuto una reazione, hanno ricominciato a giocare, ad appoggiarsi molto di più su Reyes (l’opposto, alla fine, autore di 26 punti, ndr), che fino a quel punto avevamo contenuto molto bene, e hanno vinto il terzo set. Nel quarto siamo riusciti a prendere qualche punto di vantaggio inizialmente, però a metà set ci avevano già rimontato: ho fatto un giro di cambi per dare un po’ di riposo a Del Campo in vista di un eventuale quinto set, perché una volta persi 3 o 4 punti mi sembrava che fosse un po’ in calo fisico. Fortunatamente nel quinto siamo riusciti a riprendere un po’ il pallino del gioco e a fare quello che avevamo fatto nei primi due set».

Martinelli già assaporava i tre punti: «Dispiace, dobbiamo crescere sotto questo punto di vista: bene la vittoria, però bisogna essere un pochino più cinici quando si gioca così e vincere le partite 3-0. Noi questo quest’anno più volte abbiamo dimostrato di non saperlo fare, dobbiamo imparare a chiuderle quando vanno chiuse, invece siamo ancora a pensare al punto perso qua, al punto perso là... Bisogna essere cattivi, agonisticamente, e quando meriti di vincere, stai dimostrando di poter vincere 3-0, devi farlo. È un po’ il nostro obiettivo, fare questo salto di qualità, dimostrare di poter essere una squadra continua per un’ora e mezza, non un’ora e poi dopo prendersi un’oretta di vacanza, di pausa, e giocare gli ultimi dieci minuti». —

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