Giulia ha imparato a battere anche le grandi «Mi sento piccola, ma non ci penso e vinco»
Tennis. La giovanissima ferrarese Martinelli si sta imponendo a livello internazionale: il suo racconto fra nuove esperienze e prossimi traguardi
L’INTERVISTA
Ha appena 14 anni, ma è già una stella nascente. Giulia Martinelli è la nuova promessa del tennis italiano: la vittoria nel torneo Itf del Cairo, categoria under 18, la proietta nel firmamento delle racchette. Giulia non è nuova alle vittorie, ma, appena passata under 16, imporsi a livello internazionale nella categoria superiore la consacra come regina del settore giovanile azzurro. Eccola pronta a raccontarsi, con una maturità che, evidentemente, non trova soltanto in campo.
Giulia, iniziamo dai complimenti per il successo dello scorso weekend...
«Grazie. Sono molto contenta, non me l’aspettavo. È il mio primo successo in un torneo Itf, arrivare prima in semifinale e, nella tappa successiva, alla vittoria, è una bella soddisfazione. Ma soprattutto sono contenta di essere migliorata tanto da ottobre e perché ho giocato e vinto con avversarie più grandi di me».
Già, perché in finale te la sei vista con una 17enne: che effetto ti fa giocare con le grandi?
«Ho un po’ d’imbarazzo, lo vedo che loro hanno già vissuto quel momento. La mia avversaria in Egitto aveva già giocato e vinto altre finali e io mi sentivo piccola, non solo nell’età: sono stata brava a non pensarci e a giocare al meglio».
Hai lasciato Ferrara per il Centro tecnico federale a inizio d’ottobre: come stai vivendo quest’esperienza lontano da casa?
«Sono a Formia, al centro di preparazione olimpica, con tanti ragazzi di diverse Federazioni, come atletica, beach volley, ci sono i professionisti».
Li vedi? Li frequenti?
«Sì, mangio con loro, vedo cosa fanno, come si nutrono, come si allenano. Ogni tanto c’è Tortu (Filippo, il primatista nazionale dei 100 metri piani con il tempo di 9”99, nonché primo italiano di sempre capace di scendere sotto i 10” sulla distanza, ndr) e lo guardo allenarsi».
E la beacher ferrarese Marta Menegatti?
«No, lei non l’ho vista».
In effetti è sempre in giro per il mondo a giocare tornei: adesso lo fai anche tu...
«Eh sì ed è bellissimo, posso viaggiare e giocare a tennis allo stesso tempo».
Riesci a vedere qualcosa dei posti dove vai a giocare?
«Poco, devo sempre giocare, sia il singolo sia il doppio, così di tempo ne resta poco. E spero che ne rimanga sempre poco, perché vuol dire che arrivo in finale e di tempo non ce n’è».
Così giovane lontano da casa: che effetto ti fa?
«All’inizio era strano, non ho le stesse abitudini di casa, non ho mia mamma che cucina e mi aiuta... Devo essere più responsabile, ma mi sto abituando».
Prossima tappa?
«Adesso mi alleno a Formia, poi a inizio marzo vado in Svezia, per un’altra tappa del circuito Itf».
Troverai avversarie diverse?
«Non tutte andranno a tutti i tornei: quelle che ho già incontrato le conosco e sono avvantaggiata, ma altre saranno nuove».
Come immagini il tuo cammino?
«Se continuo così, ad allenarmi bene, con determinazione, a vincere e salire di livello, vorrei arrivare agli Slam junior».
E tra qualche anno nella classifica Wta?
«Adesso sono al primo approccio, anche l’Itf junior ha una classifica e, avendo vinto in Egitto, ho preso 40 punti: nelle under 18 sono fra le prime 800 al mondo. In Italia, della mia età dovrei essere la prima, nel mondo non so se e quante 2004 ci siano davanti a me, ma penso ce ne siano».
Problemi fisici superati?
«Ho avuto un problema alle ginocchia, che ho risolto bene e non sto prendendo più nulla».
Fisicamente fra te e le tue avversarie c’è molta differenza?
«Sì, quelle più grandi sono molto più robuste. Io, però, ho sempre avuto un fisico molto importante, avendo iniziato sin da piccola a fare pattinaggio e sci di fondo, questo ora mi aiuta».
I tuoi colpi migliori?
«Mettere il rovescio lungolinea e sto migliorando tanto con la palla corta, che mi ha aiutato a vincere tanti match».
Da migliorare?
«Il servizio, che serve tantissimo». —
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