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Quarella fa un appello agli sportivi di Masi «Siamo venuti qui per fare calcio serio»

Davide Bonesi
Quarella fa un appello agli sportivi di Masi «Siamo venuti qui per fare calcio serio»

Promozione. Lo sfogo del dg della società nata in estate da una fusione «Ci sentiamo stranieri: pochi tifosi e nessuno che ci aiuta in società» 

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il caso

Il messaggio è chiaro: sono venuto per fare calcio in questo paese e spero di essere apprezzato e aiutato per questo. A lanciarlo Graziano Quarella, direttore generale e deus ex machina del Masi Torello Voghiera, virtuale capolista del girone C di Promozione ma con una fusione che non è ancora stata del tutto digerita a Masi.

Quarella ha portato in alto il Gualdo Voghiera, poi causa l’assenza di una struttura adeguata per la categoria, al termine della passata stagione ecco l’accordo veloce per la fusione con il Real Masi e il trasferimento al più ospitale stadio “Benito Villani”. Ma se in campo i risultati danno ragione alla dirigenza, i problemi sono di altro genere: poca partecipazione societaria e poca presenza di pubblico, specie se si pensa agli anni d’oro del Masi Torello.

lo sfogo

«Non posso negare di essere deluso - racconta Quarella alla Nuova -, perché abbiamo iniziato questa avventura col massimo impegno, ma sembra di essere ancora a Voghiera... In particolare, sono dispiaciuto del fatto che al nostro fianco non ci siano i soci, quelli di Masi entrati in consiglio dopo la fusione, ma che di fatto non si sono mai visti al campo, forse non volevano la fusione? E anche la gente è poco partecipe, sembra di essere stranieri. Eppure a livello di impegno stiamo dando il massimo, io sono il primo ad andare tutti i giorni al campo a lavorare, dopo aver già lavorato per la mia attività. E come me tutti gli altri dirigenti. E lo faccio anche per Masi, non a caso il nome della nuova società è Masi Torello Voghiera. In fondo, grazie a noi il paese finisce spesso sui giornali ed è in lotta per andare in Eccellenza. E garantisco che ci arriveremo, magari non quest’anno, ma abbiamo questo obiettivo. Per centrarlo, però, servono migliori fondamenta e per averle servono i masesi».

la fusione

Forse la nuova società paga la poca comunicazione data al paese, che da un giorno all’altro si è trovato con nuovi dirigenti e una nuova squadra. «Vero, forse avremmo dovuto presentare il nostro progetto e sentire i pareri della gente, ma l’operazione è stata chiusa in due giorni, grazie all’interessamento delle due amministrazioni comunali. Faccio calcio da 15 anni, in modo serio, qui a Masi ho amici e parenti che mi conoscono bene e sanno che tutte le cose fatte da me e Ferrioli (il presidente, ndr) si basano prima di tutto sulla serietà, quindi meritiamo rispetto. Non obbligo nessuno a darci una mano, ma si parla di Masi e penso sarebbe bello avere gente al campo con voglia di lavorare per il bene della propria squadra. Come facciamo io, Ferrioli, il custode Vancini e il ds Roda».

l’intervento

Fra le necessità in casa Masi Torello Voghiera ci sono i lavori all’impianto idraulico, perché da qualche tempo ci sono perdite negli spogliatoi. «Il sindaco Bizzarri - dice Quarella - ci è sempre stato vicino e ci ha garantito di avere già impegnato i 30mila euro necessari per questo intervento. Lo stadio “Villani” è vecchio, ora c’è una squadra che milita in categorie importanti, quindi penso sia doveroso aiutarci. Una minaccia? No no, capisco che sia difficile impegnare soldi nello sport con tante società che chiudono. Ma noi siamo venuti a Masi per fare calcio in modo serio e ancora per tanti anni, dateci fiducia». —

Davide Bonesi

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