La Spal e le sue cinque sorelle, è lotta serrata
L’obiettivo è evitare il terzultimo posto. Oltre ai biancazzurri coinvolte Genoa, Cagliari, Udinese, Empoli e Bologna
FERRARA. Da qui al 16 marzo, data dell’ultima partita prima della sosta del campionato, la Spal è attesa da un ciclo di sei gare assai importante nell’economia del torneo, della corsa alla salvezza. Tre incontri esterni (Atalanta, Sassuolo e Inter) ed altrettante casalinghe (Fiorentina, Sampdoria e Roma), tutte intervallate con regolarità: una fuori, una in casa, una fuori, una in casa...
Cammino
Parlare di calendario difficile o abbordabile non ha senso. Certo, sulla carta non è un cammino semplicissimo, dovendo affrontare cinque squadre in lotta per la Champions o l’Europa League, ed un’altra - il Sassuolo - con solide basi di gioco e qualche individualità di spicco. Ma la Spal che ha vinto a Parma e che ha poi martellato il Torino possiede argomenti per giocarsela. Sempre.
A cominciare da domenica a Bergamo, in quella che sulla carta appare come una trasferta al limite del proibitivo visto il momento dell’Atalanta. Hai visto mai? I nerazzurri, tra tante qualità, possiedono anche qualche piccolo neo. Ad esempio la tenuta difensiva: 30 gol subìti, gli stessi incassati dalla Spal. Come dire che se la forza d’urto atalantina è assoluta (miglior attacco della serie A), sull’impermeabilità si può opinare, ed i biancazzurri potranno cercare di approfittarne.
Turno importante
Premesso che la Spal cercherà ovviamente di fare risultato, quello alle porte è un turno che sarebbe importante guadare riducendo al minimo i danni. L’Empoli ha giocato ieri sera a Roma con la Lazio, le altre squadre impegnate ad evitare il terzultimo posto sono attese da confronti impegnativi. Lasciamo perdere Chievo (ultimo a quota 9 punti) e Frosinone (penultimo con 13) che a rigor di logica ed a meno di clamorosi eventi sembrano tagliate fuori dai giochi. Pensiamo al Cagliari, atteso domenica sera a San Siro dal Milan ed alle prese con una crisi di gioco, di risultati (1 vittoria nelle ultime 12 partite) e di infortuni (Klavan, Castro, i neo-acquisti Cacciatore, Birsa e Thereau. I sardi hanno 21 punti, 1 meno della Spal ed appena 4 più del Bologna terzultimo, attualmente quella rossoblù è la prima delle retrocedende.
Variabile Bologna
Ma proprio la vittoria del Bologna a San Siro contro l’Inter, nell’ultimo turno ed in occasione del debutto in panchina di mister Mihajlovic, è stata il risultato che ha sparigliato le carte nella lotta-salvezza. Perchè se fosse rimasto a 14 il Bologna si sarebbe trovato nell’abisso (la Spal - ad esempio - avrebbe vantato 8 punti di margine, 9 considerando il vantaggio negli scontri diretti), mentre così si è rianimato e domenica alle 12.30 ospitando il Genoa (24 punti) avrà la possibilità di piazzare un ulteriore colpo di coda che, riuscendo, renderebbe ancor più incerta e serrata la competizione per non retrocedere.
Con l’Udinese (a 19) che dovrà stare molto, ma molto, attenta. L’effetto-Nicola è svanito in fretta, mancano gioco e risultati, la contestazione della piazza è feroce considerando le placide abitudini locali, addirittura è finito nel mirino il giocatore migliore (De Paul) peraltro utilizzato spesso fuori ruolo e quindi impossibilitato ad esprimersi al top. Domenica l’Udinese sarà in casa del Torino: dovesse perdere, si troverebbe in posizione delicatissima.
Consapevolezza
Tutte constatazioni di cui tener conto, si può dire che sono sei (dal Genoa al Bologna, passando da Spal, Cagliari, Udinese ed Empoli) le formazioni impegnate a cercare di evitare il terzultimo posto. Al netto di tutto ciò, crediamo che la Spal sia uscita rafforzata dalle prove con Parma e Torino, non solo in termini di risultati (4 punti) ma anche e per certi versi soprattutto a livello di reazione, prestazioni, spirito di gruppo, consapevolezza dei propri mezzi. Non si possono fare tabelle, assurde, ma nelle sei partite da domenica alla sosta la Spal dovrà dare continuità ai tangibili segnali lanciati nelle ultimissime uscite.
La strada per la salvezza è quella. —
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