Nel mondo di Spiro, cercando il rilancio Kleb
Domenica alle 18 al palasport arriva Imola per una sfida delicatissima. Il tecnico in redazione tra tattica e psicologia
Nel mondo di Spiro si viaggia sull’ottovolante. Attraversando sentieri di vita che apparentemente non hanno lasciato cicatrici nell’anima di questo allenatore albanese nonché marchigiano d’adozione (vive a Pesaro). Cresciuto sotto il regime di Enver Hoxha, Leka è diventato giocatore di assoluto valore a Tirana. Sognando la democrazia, rinunciando a tutto assieme alla moglie Rudina. Ripartendo da zero in Italia. Era un primattore sulla scena albanese, scelse di essere operaio. Mano nella mano. Con il basket colonna sonora e fonte di speranza. Una storia di affetti, con rivoli di coraggio che solcano l’avventura.
È a questo uomo che la Bondi ha affidato le sorti salvezza. Ieri coach Spiro è salito in redazione a raccontarsi. Sul piano prettamente agonistico, fronte Kleb, un esordio senza rete mercoledì 30 gennaio (era arrivato il lunedì sera) con onorevolissima sconfitta con Montegranaro e poi vittoria salvavita a Cagliari. Domenica al palasport, alle 18, arriva Imola. Un’altra sfida che vale doppio. «Una partita complicata, altroché - esclama Leka -; ho trovato una Bondi bene allenata, era solo frustrata dalla serie di risultati negativi. Diciamo che gli equilibri si erano un po’ sfilacciati. Sono entrato in punta di piedi, cercando di fare meno danni. Mi servivano informazioni, prima di intervenire: più cose sai, migliori le decisioni che prendi. Ho messo ordine, infuso tranquillità mentale. Ferrara non può perdere il basket: dobbiamo stare sul pezzo».
«Imola è avversaria insidiosissima: hanno esperienza e reattività. Raymond mette energia, Bowers se giochi ai suoi ritmi ti porta a scuola. Facile prevedere una battaglia. La chiave, per noi, sarà tenere in difesa. Per salvarci dobbiamo cercare di vincere contro chiunque». —
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