Vecchi non ha dubbi «La Spal non è più Lazzari-dipendente Salvezza anticipata»
L’ex mediano e allenatore biancazzurro ha seguito la gara di Bergamo e inquadra la partita di domani con la Fiorentina ed anche il futuro
l’intervista
Centrocampista dei biancazzurri in C1, dal 1999 al 2003, e capitano per un paio di stagioni, il bergamasco Stefano Vecchi, classe’71, si sedette sulla panchina spallina nella stagione 2011-2012. Annata turbolenta, con una squadra gravata di 8 punti di penalizzazione nel campionato di Prima Divisione di Lega Pro.
«Nonostante tutto conservo buoni ricordi anche di quella stagione; purtroppo la situazione societaria era molto critica, molto deficitaria, i primi stipendi li avevamo presi a marzo e nonostante questo abbiamo cercato di vendere cara la pelle. Senza gli 8 punti di penalità saremmo arrivati tranquillamente a metà classifica, mentre così, per un punto, abbiamo fatto i play out e siamo retrocessi. E di conseguenza il fallimento della società. Ho ottimi ricordi per il supporto da parte dei tifosi che non è mai mancato nei confronti miei e dei giocatori perché si rendevano conto del nostro impegno a fronte della gravissima situazione societaria. Ci sono stati vicini anche nelle cose pratiche, nella gestione della settimana, li ringrazio».
Delle stagioni da calciatore che ricordi ha?
«Ottimi, anche se erano stagioni di serie C ho avuto modo di giocare con calciatori importanti come Pellissier».
Che centrocampista era?
«Di rendimento, corsa, con qualità tecniche normali».
Come si vive a Ferrara?
«Benissimo, è una bellissima città, magica. Sono stato splendidamente sia nei quattro anni da giocatore, sia la stagione in cui ho allenato. Ho sempre vissuto molto bene la città, la gente e i tifosi».
Le differenze sostanziali tra la Spal dei suoi tempi e questa?
«Con la Spal che ho allenato la differenza è che adesso c’è una società che lavora bene, che ha solidità economica, vengono fatte scelte oculate e molto competenti, mentre nella mia stagione c’erano gravissimi problemi economici. Quando giocavo, invece, c’era una buona solidità societaria con il presidente Donigaglia. Si è sempre provato a far campionati di livello importante però non abbiamo mai avuto grande continuità alternando periodi positivi ad altri negativi».
A due terzi della stagione qual è la sua disamina sulla Spal?
«Ho visto la Spal dal vivo domenica scorsa a Bergamo contro l’Atalanta e mi ha fatto una buonissima impressione. Credo che a questo punto il campionato sia assolutamente positivo con qualche punto di vantaggio sulla zona retrocessione, quindi ampiamente in linea coi programmi».
Il mercato di gennaio ha completato l’organico. Si profila una tranquilla salvezza oppure occorre stare sempre all’erta?
«Credo che la società stia lavorando molto bene nella costruzione della squadra, ha inserito giocatori che sono in grado di fare la differenza ed ha un allenatore bravo e competente che sa lavorare, che conosce l’ambiente e la squadra. Ci sarà da lottare sempre ma penso ci siano ottime possibilità per salvarsi in anticipo».
Domenica, nel lunch match, la delicata sfida contro il forte tridente offensivo della Fiorentina.
«Sarà una partita avvincente contro i viola, una gara non facile perché la Fiorentina è una squadra in salute, che gioca bene, che corre. La Spal è in ottima condizione, mi aspetto un match combattuto e non semplice. Una bellissima partita, se non la più bella di questa domenica».
Squadra ostica che ha la maggior percentuale realizzativa nella ripresa.
«Sì, la Fiorentina è una squadra con dei giovani interessanti, che ha dei valori importanti e il fatto che faccia gol nella ripresa significa che è anche preparata molto bene dal punto di vista fisico».
Petagna con 8 reti all’attivo è il quarto miglior realizzatore del campionato; il laterale destro Lazzari, invece, è il secondo migliore assist-man (7). Saranno loro i valori aggiunti del match?
«Petagna quest’anno si sta rivelando anche un ottimo realizzatore, sta facendo molto bene quando chiamato in causa; Lazzari arriva da stagioni molto positive che lo hanno portato, con merito, alla convocazione in Nazionale. Sono senza dubbio due dei giocatori, insieme a Kurtic, che possono decidere la gara».
A suo avviso quanto questa Spal è Lazzari-dipendente?
«Prima era Lazzari-dipendente. Ora, col mercato dello scorso anno e di quest’anno, a mio avviso ha inserito giocatori che possono determinare le sorti di una gara».
Dopo i successi sulla panchina della primavera dell’Inter e la parentesi al Venezia, la vediamo spesso opinionista in tv. Quale sfida le piacerebbe affrontare prossimamente?
«Spero di tornare presto ad allenare. Per ora aspetto, cercando di aggiornarmi nella conoscenza dei vari giocatori dei vari campionati». –
Valentina Cristiani
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