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Il rientro di White e il nuovo Taylor possono rialzare la Baltur

Giuseppe Celeghini

Basket serie A2. La situazione biancorossa rimane delicata ma ancora nulla è perduto 

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l’analisi

Encefalogramma piatto, o quasi. La situazione della Baltur può essere definita, sportivamente parlando, drammatica. Lo ha confermato, sul campo, la rovinosa ennesima sconfitta subita a domicilio nell’ultimo turno di campionato. Vietato gettare la spugna, però. È presto per arrendersi, poiché ancora esistono ampiamente i margini per condurre salva in porto la nave biancorossa.

la salita

Certo, dopo la pesantissima sconfitta contro Udine, non sembra esercizio semplice crederci; non solo per il punteggio, ma soprattutto per il disarmante livello e per l’involuzione complessiva di gioco espresso sul parquet. La Baltur sta attraversando un periodo di enormi cambiamenti del roster e questo bisogna considerarlo, poiché ogni mutazione necessita dei suoi tempi e del rodaggio necessario perché - una volta bloccate definitivamente le porte girevoli - il nuovo gruppo di giocatori diventi una squadra.

La Baltur deve diventare una formazione in grado di lottare per conquistare una ancora possibilissima salvezza. Le aspettative ad inizio stagione erano diverse, con un roster parso decisamente all’altezza per affrontare la nuova dimensione, poi – e non sono alibi – la sfortuna ci ha messo moltissimo del suo per incrinare la stagione, mettendo fuori dai giochi la coppia di americani, poi la serie interminabile di infortuni che hanno impedito a Benfatto di acquisire una condizione accettabile. A questo va aggiunto anche la stagione complicata di Moreno, condizionato pure lui da contrattempi di carattere fisco, oltre infine alla discutibile uscita di scena del più produttivo italiano del roster: ovvero Reati.

resettare

Ora si deve voltare pagina, considerare Udine come la conseguenza da pagare per il noviziato. Trovare immediatamente i nuovi equilibri e le giuste gerarchie. Il calendario non condanna anticipatamente la Baltur, però non si può perdere ulteriore terreno; obbligatorio inserire al meglio il nuovo americano Taylor e conferirgli la leadership necessaria fino all’agognato imminente ritorno di White (già domenica?).

Chiumenti e Gasparin, che fino ad ora hanno tirato la carretta, stanno rifiatando ma hanno dimostrato di essere elementi su cui fare affidamento. E da Moreno ci si attende un finale da protagonista, che cancelli le ombre del girone ascendente. Resta il nodo Kuksiks: il giocatore, dopo cinque apparizioni, ha dimostrato tutti i suoi limiti: non si può fargliene una colpa. Ma ora non può essere sostituito, intanto una preghierina al cielo: che James White si svegli una delle prossime mattine integro e pronto a scendere in campo. La Baltur ha una necessità assoluta di ritrovare la sue stella, che possa trascinarla ad una salvezza ancora alla portata. –

Giuseppe Celeghini

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