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Magagnoli e un mondo affrontato di corsa «Era un gioco poi è stata passione pura»

Enrico Ferranti
Magagnoli e un mondo affrontato di corsa «Era un gioco poi è stata passione pura»

Il ferrarese è uno degli atleti più longevi e continua a partecipare ad ogni tipo di competizione podistica 

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il personaggio

Rudy Magagnoli è uno dei più longevi podisti ferraresi. Un corridore a tutto tondo: dalle corse Uisp sulle brevi distanze a mezze maratone e maratone.

Rudy, come è iniziata l’avventura?

«Ho iniziato con le prime mini camminate su strada nel marzo del 1987: non ero ancora 12enne. Ma con l’atletica in pista direi nel 1990 quando corsi un 1000 in 2’58».

Da quanto tempo frequenta il campo scuola?

«Ho iniziato nel 1994, anno in cui mi tesserai col Cus Ferrara sotto la guida di Massimo Magnani. Da lí ho cominciato a venire con l’autobus da Decima al campo scuola per allenarmi col gruppo ferrarese che allora era tra i più forti dell’Emilia Romagna».

Com’era l’atletica ai suoi inizi e come s’è trasformata?

«Agli inizi ho vissuto l’atletica come un gioco per passare del tempo extra scolastico con ragazzi della mia età, ma già si notava una certa predisposizione da parte mia al sacrificio e al desiderio di superarmi e superare gli avversari. Ed è stata passione pura. Nel 1989 è infatti arrivato il mio primo titolo regionale Uisp di corsa campestre. Adesso ci sono sempre meno giovani che hanno voglia di mettersi in gioco, ma è anche vero che a quei tempi c’era più reclutamento nelle scuole da parte di persone dotate di carisma».

Prospettive e sogni?

«Diciamo che la corsa ha fatto da sempre parte della mia vita, ma una svolta c’è stata nel 2006 dopo la perdita del mio migliore amico nonché compagno d’allenamenti: atleta a cui mi ispiravo. La persona con cui passavo tanto tempo insieme: Gianni Gilli. Mi fermai a ragionare su cosa mi rendesse veramente felice, visto che avevo perso un gran pezzo della mia vita in quel momento. La risposta fu proprio la corsa».

«Quindi a fine 2007 mi licenziai dal lavoro che era in un supermercato a Cento e cercai un lavoro da coniugare alla corsa. Cosa che mi riuscì nel 2008 quando la Nike mi scelse come informatore del prodotto nei negozi del centro/nord Italia. Ma dopo due anni mi resi conto che la mia esperienza sarebbe stata molto più utile aprendo un negozio running a Ferrara».

I traguardi?

«Essendo ormai 42enne i miei primati personali non riuscirò a ritoccarli. Faccio parte della fascia master e mi sto divertendo parecchio. Sto scoprendo un mondo parallelo a quello élite altrettanto stimolante, anzi direi quasi una seconda giovinezza atletica».

Perché secondo lei è utile utilizzare una pista di atletica?

«Frequentare il campo scuola credo sia una fortuna, qualsiasi sia la disciplina a cui uno si vuole avvicinare. E dico fortuna perché ti permette di entrare in un’altra dimensione e di uscire dalla quotidianità, in più si impara a conoscere il proprio corpo rispettandolo e per chi ci mette un po’ di ambizione si ha la possibilità di scoprire i propri limiti». —

Enrico Ferranti

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