Spal, difesa a 4 e due soluzioni per l’attacco
Le alternative in vista del match esterno con il Sassuolo Stessi interpreti, ma assetto diverso a seconda del modulo
FERRARA. Sopperire all’indisponibilità del proprio giocatore di maggior talento ed efficacia non è cosa facile per nessuna squadra al mondo. Vale lo stesso per la Spal, che di certo per la sfida col Sassuolo dovrà fare a meno di Manuel Lazzari: calciatore divenuto talmente importante, che ormai da anni viene preso come punto di riferimento dagli allenatori avversari per tentare di preparare una tattica difensiva volta a limitarne doti e potenzialità, cui non è rimasto indifferente neppure il commissario tecnico della Nazionale, Roberto Mancini. E, altrettanto non a caso, nel mirino di diversi top club, tant’è che ormai si dà per scontato che, alla fine di questa stagione, Lazzari si accaserà lontano da Ferrara.
I PRECEDENTI
Lazzari l’imprescindibile, colui che, quand’è a disposizione, viene sacrosantamente spremuto da mister Semplici, il quale ne vuole sfruttare il massimo valore. In questa stagione l’esterno destro veneto, classe 1993, è mancato all’appello delle convocazioni soltanto in due circostanze: in Coppa Italia contro la Sampdoria, per una chiara logica di turnover, e nell’ultima di andata a San Siro contro il Milan, per l’infortunio alla caviglia rimediato nel match di Santo Stefano contro l’Udinese. In entrambe le uscite, mister Semplici e il suo staff hanno optato per mantenere inalterato l’assetto tattico 3-5-2, dando una casacca dal primo minuto al biondo Dickmann, ossia colui che di Lazzari, per caratteristiche, sarebbe il sostituto naturale. Ma se la prova in Coppa era stata superata, quella di Milano (sicuramente con un coefficiente di difficoltà elevatissimo) è durata soltanto un tempo, a causa del “maltrattamento” subito da Castillejo. A inizio della ripresa Semplici mandava in campo Vicari, passando così a una linea difensiva a quattro. Medesima mossa (dentro Murgia e sistemazione dei vari tasselli arretrati) apportata dal tecnico toscano al minuto 13 di Spal-Fiorentina, con Lazzari costretto a uscire per il guaio muscolare all’adduttore della gamba destra.
le alternative
E allora, anche domenica a Reggio Emilia contro il Sassuolo la soluzione della difesa a quattro pare essere quella maggiormente pronosticabile, confermata dalle prime prove tattiche sul campo durante l’allenamento di martedì condotto da Consumi. Ma sarà 4-4-2 o 4-3-3? Questo è ancora tutto da vedere sebbene al primo allenamento della settimana (nonché l’unico aperto al pubblico) abbia provato due schieramenti contrapposti anche con il centrocampo a quattro.
Tuttavia, ricordiamo che contro la Fiorentina mister Semplici ha fatto di necessità virtù, rimediando alla situazione d’emergenza con Cionek, Bonifazi, Felipe e Fares arretrati, accompagnati da Murgia, Valdifiori e Valoti a centrocampo e con Kurtic largo a sinistra, Petagna a destra e Antenucci punta centrale di un tridente atipico, ma che si è rivelato efficace.
Contro i neroverdi, davanti a Viviano e in caso di 4-4-2 sembrano favoriti: Cionek, Bonifazi (Vicari l’alternativa), Felipe e Fares; Valoti, Murgia, il rientrante Missiroli, Kurtic; Petagna, Paloschi.
Per una questione di equilibri, e legata al fatto di aver meno giocatori possibili fuori ruolo, o comunque adattati a dispendiosi compiti per novanta minuti, possiamo però anche credere nella riproposizione del 4-3-3, con la medesima linea difensiva, con un centrocampo che potrebbe vedere Murgia e Valoti come mezze ali e uno tra Missiroli e Valdifiori al centro, sebbene il “Missile” rientrante dal turno di squalifica e grande ex della gara parrebbe favorito, e con un tridente atipico, ma che potrà lavorare molto anche sulla fase di non possesso, con Kurtic che partirebbe da sinistra, Petagna da destra e Paloschi più di Antenucci al centro. Che poi la questione non è così dirimente: gli interpreti sarebbero gli stessi, quindi solo da riposizionare in maniera differente, anche a gara in corso e a seconda delle necessità legate alla contingenza. —
Alessio Duatti
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