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Benfatto stimola la Baltur «Bastano due vittorie e la nostra vita cambia»

Simone Gagliardi
Benfatto stimola la Baltur «Bastano due vittorie e la nostra vita cambia»

Il pivot dei biancorossi ha ritrovato la piena efficienza fisica ed è pronto a correre nel difficilissimo rush finale per la salvezza 

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l’intervista/1

Michele Benfatto, pivot e capitano di una Baltur ultima in classifica ma che domenica a Piacenza, sponda Assigeco, vincendo potrebbe rilanciarsi e riaprire tutti i giochi salvezza.

Capitano, come sta?

«Inizio a star bene. Nei giorni scorsi ho fatto un’altra infiltrazione al piede. Il ginocchio ormai è a posto. Fino a tre mesi fa facevo fatica a correre, ora continuiamo così: poi se il dolore al piede dovesse tornare, e non andare via completamente, in estate potrei operarmi. Peccato però».

Perché peccato? L’intervento al crociato è ormai un ricordo, il recupero almeno al ginocchio è stato completato...

«Ho avuto fretta di rientrare, colpa mia. Restare fuori e vedere i tuoi compagni che giocano è una brutta sensazione. Mi sembrava di star bene e ho forzato i tempi: tornassi indietro non lo rifarei. Mi avevano detto che il rientro sarebbe stato a dicembre, dovevo aspettare. Poi il mio è un fisico di una certa stazza, se i medici danno dei termini vanno rispettati. Anticipare non è stata la scelta giusta. Poi ci si è messo il piede...».

Domenica, dopo il trentello subito da Udine, è andato praticamente “dentro” la curva a salutare la gente.

«In campo siamo stati imbarazzanti, sentire i tifosi cantate a squarciagola fino alla fine è stato incredibile. Ho iniziato a pensarci quando ero in panchina. Andarli a ringraziare era il minimo. Io sono un uomo vero, se arrivano insulti reagisco in un modo, sono fatto così. Di fronte a quel sostegno fatto solo di tifo andare da loro era il minimo».

Cento non vince più, perché?

«Quello che sta succedendo non mi è mai capitato in carriera: ci stiamo allenando come dei matti, corriamo tantissimo. Questa settimana ancora di più della precedente, sembriamo quasi in preparazione. Purtroppo nelle ultime settimane non siamo stati in grado di ripetere sul campo quanto di buono fatto in settimana, ma garantisco che c’è grande impegno da parte di tutti. È come un blocco che ci impedisce di giocare, ma vedendoci lavorare così duramente è impossibile non credere nella salvezza. Inspiegabile non riuscire a vincere una partita. La classifica è corta: due punti, quattro punti... Sono pochi perché basta infilare due vittorie di fila e ti cambia la visione. Al momento sembrano tanti perché purtroppo non stiamo vincendo. Io ci credo ancora, tutto il gruppo ci crede».

Domenica trasferta a Piacenza: è uno scontro diretto. Che partita sarà?

«Durissima. Per loro conta parecchio e per noi decisamente di più. Dobbiamo sbloccarci: la cosa ci pesa tantissimo. Per l’impegno che ci stiamo mettendo è da non crederci che non si vinca mai. In campo daremo tutto. È come una finale, la prima di tante finali».

Quanto importante sarà il rientro di White? Pare difficile averlo già domenica. E come le sembra Taylor?

«James sta meglio, ma non aspettiamoci adesso il White di inizio stagione. Non so se giocherà già domenica, penso che un paio di settimane possano solo far bene per un recupero migliore. Taylor è un ragazzo positivo, uno che gioca per gli altri. Al debutto era impensabile aspettarsi di più: in 48 ore gli hanno insegnato 15 schemi, poi il jet leg... Ha fatto il massimo. Ci vuole un po’ di tempo». —

Simone Gagliardi

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