«La Storia siamo noi» 25 anni fa il trionfo degli azzurri del fondo a casa dei norvegesi
Silvio Fauner racconta l’impresa della staffetta 4 per 10 km «Erano 200mila, li ammutolimmo, poi furono applausi»
A un certo punto l’allenatore è andato a svegliarlo: «Silvio, tra mezz’ora l’ultima auto del Coni parte per il circuito!». Tre ore dopo il carabiniere Silvio Fauner, 26 anni, e gli altri tremoschettieri del fondo, Maurilio “Grillo” De Zolt, Marco Albarello e Giorgio Vanzetta, entrano nella leggenda dello sport. Sono passati 25 anni dalla meravigliosa volata olimpica di Fauner, che regalò l’oro alla staffetta azzurra a Lillehammer 1994 davanti ai mostri sacri di casa. Quel 22 febbraio il Birkebeineren Ski Stadium brulicava di 31 mila tifosi, se ne calcoleranno oltre 200 mila su tutto il circuito. Fauner arriva alla partenza con tante ore di sonno, una colazione rapida, un breve viaggio in auto. La tensione? Le raccomandazioni degli organizzatori di raggiungere per tempo la sede di gara vista la prevedibile adunata oceanica di tifosi? A farsi benedire. «Forse per quello ho fatto una discreta carriera» si schermisce il carabiniere di Sappada. Scia sulla pistina di allenamento. Sente il boato dei norvegesi che spingono Siversten, Ulvang, Alsgaard, il dream team del fondo. I tre moschettieri però reggono alle calcagna, come i finlandesi. Del resto, un pezzo d’oro, l’Italia - squadrone che due anni prima alle Olimpiadi di Albertville si era aggiudicata l’argento nella staffetta - l’aveva vinto già, la sera prima.
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