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Spal, la chiave del match sarà a centrocampo

Paolo Negri
Spal, la chiave del match sarà a centrocampo

Lazzari out, il ritorno di Missiroli, il modulo del Sassuolo Ecco perchè andrà vinta la battaglia nel settore nevralgico

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Fra la via Emilia e il West balla la salvezza. Quella della Spal, ovvio.

Sull’asse dell’antica strada romana che taglia la regione, i biancazzurri hanno già vinto due volte a Bologna (contro i rossoblù e col Parma) e una a... Parma, nella gara di ritorno. Domani devono andare a Reggio Emilia per fare visita al Sassuolo, e l’auspicio è che dopo tre successi arrivi anche il quarto. Dopo, le trasferte emiliane saranno terminate. Chiudere il ciclo capitalizzando al massimo non sarebbe male, anche perché poi – appunto – resterebbe il West. Cioè il lungo confine che separa dalla permanenza in serie A. Una terra da esplorare e ricca di insidie. Meglio attraversarla con le giuste scorte e risorse.

presupposti

La Spal arriva al match col Sassuolo senza mister Semplici (in ripresa dopo l’intervento chirurgico), l’infortunato Lazzari e lo squalificato Schiattarella. Torna però Missiroli, che ha scontato il turno di sospensione. Il centrocampo “a tre”, col Missile perno centrale, stava funzionando a meraviglia e aveva dato nuovo slancio alla Spal. Contro la Fiorentina l’assenza di Missiroli è stata accusata eccome, pur se la partita – prima del noto e polemico epilogo nel segno della Var – era stata indirizzata sulla strada di una vittoria estremamente pesante. Tornando Missiroli non si rivedrà però l’abituale 5-3-2, proprio a causa dell’assenza di Lazzari. Ma potrebbe essere proposto il 4-3-3, che – a dispetto di interpreti di ruolo in avanti – avrebbe il pregio di mantenere l’assetto centrale che aveva giovato alla crescita della squadra ed allo stesso tempo consentirebbe di non andare in inferiorità numerica in mezzo al campo davanti allo speculare 4-3-3 dezerbiano del Sassuolo. Se invece la Spal di disponesse con il 4-4-2, avrebbe l’uomo in meno nel settore nevralgico.

a specchio o no

Come spiegato anche nei giorni scorsi, le ipotesi sembrano comunque queste:

Con il 4-3-3: Viviano; Cionek, Bonifazi, Felipe, Fares; Murgia, Missiroli, Valoti; Petagna, Paloschi, Kurtic

Schieramento offensivo atipico, già che Kurtic è un centrocampista e Petagna un centravanti, ma quelle posizioni le hanno già occupate, ovviamente non giocherebbero come ali, ed in fase di ripiegamento consentirebbero il 4-5-1. Da parte loro sarebbe una gara di grande sacrificio, come con la Fiorentina.

In alternativa, appunto, il 4-4-2: Viviano; Cionek, Bonifazi, Felipe, Fares; Valoti, Murgia, Missiroli, Kurtic; Petagna, Paloschi

In questo caso ad essere fuori ruolo sarebbero Valoti e Kurtic, pur con tutte le sfumature del caso.

confronto

Quello di domani sarà un confronto molto tattico, che vivrà di sottili equilibri, e nel cui contesto avrà un aspetto di rilievo anche l’impatto fisico, soprattutto a centrocampo (si torna sempre lì. . . ). La Spal viene da una batosta psicologica che non meritava e che dovrà dimostrare di avere superato immediatamente, ma dal canto suo il Sassuolo nell’ultimo periodo non ha motivi per sorridere. Certo, ha 8 punti più della Spal ma è discontinuo e fuori da tutto: ed è proprio il non avere chances d’Europa che infastidisce la proprietà.

Un clima non proprio leggerino, di cui la Spal dovrà cercare di approfittare al massimo. Come del teorema di gioco di mister De Zerbi, molto più vulnerabile di quanto non sia performante. Insomma, c’è margine per andare a punti. –



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