Il Sesto mette il freno al Masi La capolista non è più sola in cima
La squadra di Ferrari non va oltre il pari e la Vadese Sole l’aggancia al vertice Palle gol per Evali e Pittaluga. Gherlinzoni manca una clamorosa occasione
MASI TORELLO. Il Masi Torello Voghiera non ce la fa a venire a capo del rebus Sesto Imolese. Occasione persa per dare impulso alla classifica e così il vero risultato è l’aggancio al vertice della Vadese Sole Luna, a una settimana dal confronto diretto. Nel Masi, fuori Cavallini (squalificato) e gli indisponibili Tralli e Merighi. In panchina Skabar, dopo i guai fisici riaccesi nella gara col Reda.
Botta e risposta
Masi a testa bassa in avvio: all’8, Gherlinzoni prova a saggiare il terreno in avanti, ma viene disturbato al momento del tiro da Tonetti e l’azione sfuma. Ci prova anche Guerzoni (sugli sviluppi di un angolo) ma il portiere blocca. La Sesto Imolese è però un avversario tutt’altro che comodo: Maleh Hassan tenta un maligno pallonetto, al 16’, che viene deviato e Vaccari osserva terminare sul fondo. Al 17’, Evali si gira bene e tenta la battuta a giro di sinistro, non distante dal palo.
Al 22’, Maleh Hassan si precipita sulla sfera assieme a Vaccari, su uno spiovente: ne nasce una carambola, con la difesa che si rifugia in angolo. Non c’è un attimo di tregua: al 23’, Gherlinzoni effettua un tiro-cross basso al limite dell’area piccola, ma Evali arriva con un attimo di ritardo.
Palle gol
Al 38’, colossale palla gol per i locali: Pittaluga inventa una punizione per la torsione aerea di Evali: la sfera finisce contro il palo più lontano, con Calzolari che può soltanto osservare. Ripresa sulla falsariga del primo tempo. È Conti, al 55’, a vedersi servito un assist su di un piatto d’argento, ma spara alle stelle. Gherlinzoni, tra il 55’e il 68’, ha due buone occasioni: in quella più clamorosa (la seconda) riceve da Ghali, vince un contrasto tra due difensori, ma al tiro si impappina e ha buon gioco Calzolari. L’ultimo brivido è targato Pittaluga: il numero 10, su punizione, vede Calzolari fuori dai pali e prova una parabola dai 45 metri: il portiere non ci sarebbe mai arrivato, ma la palla va oltre la traversa. Per questa volta, finisce così. –
Mirco Peccenini
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