Poker Leka e la Bondi si è rianimata Baltur in ginocchio, le resta una chance
Il campionato si ferma nel prossimo fine settimana per la Final Eight di Coppa, poi scatterà la battaglia finale per la salvezza
l’analisi
Marco Nagliati
Numeri. All’opposto. E, inevitabilmente, il tragitto di Bondi Ferrara e Baltur Cento prende direzioni diverse. I biancazzurri stanno uscendo dall’inverno e intravvedono l’oasi di primavera; i biancorossi rimangono nell’Artide e sentono gelarsi di settimana in settimana le speranze salvezza. Domenica scorsa l’ottava giornata di ritorno ha messo in pausa il campionato: nel prossimo weekend a Porto San Giorgio si disputerà la Final Eight di Coppa con Virtus Roma-Verona; Treviso-Latina; Fortitudo Bo-Biella; Bergamo-Montegranaro. Kleb e Benedetto XIV rimangono alla finestra: lavoro, stacco mentale e rifiniture in vista della volata finale.
re... spiro
Nel momento più buio, cinque sconfitte consecutive (le ultime due il derby e in casa Bakery), con una generale e netta sensazione di scollamento, il presidente Francesco D’Auria non ha sbagliato la mossa. Ha salutato con dispiacere Bonacina puntando su coach Spiro Leka. Profondo conoscitore della pallacanestro, prima in qualità di play nella più titolata formazione d’Albania (il Partizan) e successivamente - come corollario di scelte di vita - allenatore nel sottobosco tra Romagna e Marche. Quindi Pesaro, tra settore giovanile e prima squadra. Sembrava un azzardo, guardando in superficie. Invece, insistendo nell’immersione, Leka ha mostrato padronanza della materia. Ha compattato il gruppo, riportato il gioco a dimensioni corali. Ha sfruttato un potenziale abilmente ritoccato da società e ds Pasi. Gli innesti di Campbell e Ganeto non sono bruscolini. L’addio del mammasantissima Hall ha fatto entrare aria fresca.
Il morale della Bondi è altissimo. Lo score di Leka rivitalizzante: quattro vittorie consecutive. Persa la prima di un niente contro una “certa” Montegranaro, ecco la sciabola nel fianco di rivali dirette quali Cagliari e Jesi: punti che valgono doppio. Poi gli acuti con le romagnole Imola e Forlì. L’orizzonte estense è - a questo punto - biancazzurro. E le reazioni dei giocatori stimolano l’ottimismo. Panni, grazie all’affiancamento di Swann e Campbell, ha ritrovato regia e smalto. “Zeke” Swann, non più punta unica, è meno maltrattato dalle retroguardie e rifiata. E nel finale è più lucido. Fantoni è “capitan roccia”, mentre Campbell e Ganeto rappresentano obiettivamente un valore aggiunto per solidità fisica ed esperienza. Il calendario nel prossimo mese è duro: Verona e Udine in casa, Mantova e Bologna in viaggio. Il margine sui playout (+4) è un discreto paracadute, ma guai ad abbassare la guardia. Le chiacchiere playoff, semmai, dopo aver ben scollinato marzo.
the flight
Se il Kleb ha cambiato tanto, la Baltur è stata persin esagerata. Il 13 gennaio, al culmine dell’alta marea (nove sconfitte nelle ultime dieci uscite) il Consiglio manda a casa il ds Pulidori e il tecnico Benedetto. Inserisce Kuksiks, dopo che già tanto era avvenuto. Vedi l’arrivo di Ebeling, il “caso Diawara” (tesserato ma era infortunato), le bizze di Reati. Neve su gelo, perché la sfortuna ha picchiato duro sin dall’estate con i tanti guai dei big: Benfatto, Chiumenti, Moreno... Arriva coach Bechi e James White, l’uomo di classe ed energia, è fermo. Si blocca Mays. Altri cambi: Taflay e infine Taylor. Ciao ciao Pasqualin. In questo contesto l’ambiente è una polveriera, mentre servirebbero compattezza e sangue freddo. Conoscenza di ogni singolo angolo della casa. Per questo l’esonero di Benedetto potrebbe essere stato un azzardo. Bechi ci sta provando, ma obiettivamente dovunque si giri vede problemi. E non ha un vissuto centese con la promozione in A2.
Bechi era partito col botto (vittoria contro la Bondi) ma s’era capito che la magìa non sarebbe durata perché le condizioni del roster erano al limite tra situazione atletica precaria, spogliatoio agitato, leader assenti. Innesti - vedi Kuksiks - non idonei al contesto. E così la Benedetto XIV, stesa domenica a Piacenza dall’Assigeco, è alla sesta caduta consecutiva. Ultimo posto certificato. Sopratutto, prestazioni preoccupanti. Ma è ovvio: allenatore nuovo, gruppo ribaltato almeno tre volte. Pressione che non permette di mettere fondamenta e crescere.
Il morale è umanamente alle soglie del sottoscala. Però c’è ancora una goccia di vita e va sfruttata. Sabato 9 marzo a San Lazzaro si affaccia Forlì, brutta gatta da pelare e per giunta ferita a domicilio l’altro giorno dal Kleb. Ma per la Baltur è l’ultima chiamata: se vince, resta sì nel tunnel ma il playout può rimanere un obiettivo. Sarebbe già un primo passo. L’orizzonte può schiarirsi solo al verificarsi di determinate condizioni: uno spogliatoio che si guardi in faccia e si compatti. Un Moreno cui si dia la leadership tecnica, un Chiumenti che riaccenda il motore. Soprattutto necessitano gli Usa. Tyshawn Taylor ha due settimane di lavoro col gruppo alle spalle, da qui al match con Forlì ne sommerà altre due. Sufficienti per incidere. Ed ovviamente deve rientrare “The Flight” White, che non potrà spaccare subito le partite ma un contributo fattivo lo deve fornire. Anche sotto il profilo psicologico. Di traino morale. Il calendario dei centesi è terribile, come la graduatoria. Dopo Forlì, ecco Montegranaro (fuori), Fortitudo e Mantova (fuori). Se si vuole dare un senso al prosieguo, a quelle due ghiotte sfide di inizio aprile in casa con Imola e Jesi, Unieuro e Pompea vanno sconfitte. Non è ancota tempo di intonare il De Profundis. —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google