Portuense dopo il temporale Inizia l’era di Braiati allenatore
Il presidente De Maria: «Difficile esonerare Buriani ma non si poteva fare altro» Alla base di tutto divergenze tra società e mister sulla conduzione del gruppo
portomaggiore. Si sapeva che sarebbe stata una partita difficile. Poi, dalla distinta con le formazioni saltava subito agli occhi: la casella dell’allenatore dei rossoneri era vuota. Buriani non era in panchina.
spiegazioni
Per quanto improbabile, poteva essere un’assenza da malanni di stagione, ma in quel caso non ci sarebbe stata la casella vuota. Durante il primo tempo si spargeva la voce dell’esonero del tecnico dopo un incontro in mattinata, per divergenze tra mister e società sulla conduzione del gruppo. A fine partita, il presidente De Maria ce lo confermava: «Abbiamo deciso di interrompere il rapporto, non si poteva fare in altro modo. È stata una decisione molto difficile. Ora dobbiamo resistere, andare avanti e recuperare gli indisponibili».
Avete già pensato alla sostituzione? «La squadra è affidata a Edo Braiati. Che si avvarrà del sostegno di un altro dei ragazzi più esperti, Paolo Macchia, e lo ha fatto già con l’Anzolavino».
Braiati ha il patentino da allenatore e grande esperienza di campo. Le prime indicazioni tendono a cercare la compattezza del gruppo, e aspettare che il momento difficile passi. Il presidente De Maria, a fine gara, era colpito sia dall’esonero che dal grave infortunio di Ferrara, e vuole far decantare la situazione e ordinare le fila.
amarezza
Daniele Buriani dal canto suo è estremamente controllato anche se amareggiato: «Prima di tutto – dice l’ormai ex tecnico rossonero – voglio chiarire che non ci sono state discussioni accese. È stata una chiacchierata tra persone che si conoscono da tempo, nello spogliatoio dello stadio. Eravamo io e il presidente, e nessuno ha urlato. Ci siamo trovati a dibattere con delle vedute completamente diverse. Io non credo di avere tutte le ragioni, ma anche di non essere completamente nel torto. La società ha preso questa decisione. Se pensano che sia la scelta giusta, che porterà alla salvezza ed al bene della squadra, per quanto sono legato alla Portuense ne sarò felice anch’io. Più che per l’esonero, mi spiace per il modo, per la sensazione che fosse tutto già deciso e che magari si aspettasse solo la quarta sconfitta consecutiva per annunciarlo. Non capivo, però, perché non me lo dicessero. Ecco, se una cosa dispiace è la mancanza di rispetto da parte di alcune persone di cui mi sono fidato. Per la società qualcosa ho fatto. Ho dato tutto, ho cercato di fare il massimo e di portarla in alto, senza guardare al nome, all’età o alla carriera di chi mandavo in campo. Mi sono ripromesso di non entrare in polemiche: quelle servono solo a peggiorare la situazione. Spero che tutti ragionino allo stesso modo. E qualunque cosa si dica, è giusto che sia la verità».–
Alessandro Bassi
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