D’Auria, cuore allegro «Questa Bondi è come una famiglia»
Il patron dei biancazzurri euforico per la reazione del Kleb Con l’arrivo di Leka quattro vittorie di fila e graduatoria migliorata
l’intervista/2
Ore di sonno poche negli ultimi tempi. Prima le preoccupazioni per una classifica assai difficile, poi per le emozioni figlie delle quattro vittorie consecutive. Ma dopo una soddisfazione come quella vissuta domenica a Forlì, per il presidente Francesco D’Auria va bene così. Adesso la Bondi sogna e fa sognare il suo popolo: all’Unieuro Arena è arrivato un successo che allontana i biancazzurri dalla zona playout.
Presidente D’Auria, si sta vedendo una Bondi chirurgica e cinica. E l’abbraccio a fine battaglia tra lei e coach Spiro Leka è fra le fotografie più belle della notte forlivese.
«È un bel momento, sono orgoglioso dei miei ragazzi. A dire il vero lo sono sempre stato, anche nei momenti difficili li ho sempre difesi perché sapevo che c’era tanta “umanità” in loro: ci tenevano. Bisognava solamente trovare il modo di sbloccarsi».
La cura Leka...
«Sta facendo effetto e i quattro successi consecutivi lo dimostrano. Sono fiero dei miei giocatori, sono il mio orgoglio, la mia seconda famiglia: adesso stanno rispondendo bene e facendo davvero un ottimo lavoro. Sinceramente non mi aspettavo questo cambiamento, di certo dovevamo migliorare. Potevamo fare solamente quello».
Il punto peggiore il ko con la Baltur...
«Dopo Cento ho detto che peggio di così non si poteva andare. Dopo un mese vedere la classifica, guardare i risultati e andare a battere Forlì davanti al suo pubblico è una soddisfazione pazzesca».
La vittoria più bella?
«Assieme a quella contro Imola, quella a Forlì è stata sicuramente fra le vittorie più belle. Contro Jesi dovevamo vincere con i denti, la forza e la grinta; invece a Forlì è stata una gara studiata: 30’ gestiti, in cui Forlì non ha mai preso il volo, mentre negli ultimi 10’ abbiamo dato il 130% e abbiamo tolto l’ossigeno ai nostri avversari».
Forti nei momenti difficili.
«Assolutamente vero, per questo sono fiero della mia squadra, del coach e dello staff. Vorrei fare un grandissimo elogio allo staff medico e ai preparatori: abbiamo recuperato Ganeto che aveva avuto dei guai fisici e la scorsa settimana abbiamo lavorato in pochi. Addirittura il preparatore atletico Andrea Schincaglia ha dato una mano, questo fa capire lo spirito di volontà che c’è nel gruppo. Allenarsi con il preparatore atletico è tanta roba. Sono davvero contento di tutti».
Adesso arriva la sosta, come la considera?
«È perfetta, abbiamo chiuso nel migliore dei modi questa fase. Rifitiamo e ripartiamo».
La battaglia salvezza?
«Indispensabile rimanere con i piedi per terra, il nostro obiettivo resta esclusivamente la salvezza. Che dobbiamo ancora raggiungere. Una volta che sarà stata raggiunta, si possono fare tutti i ragionamenti del caso. Intanto bisogna raggiungere l’obiettivo. Espugnare Forlì è stato importante, alla ripresa dopo la Coppa di Lega ci aspettano due gare importanti contro Verona e a Mantova. Gli scaligeri sono molto più forti di Forlì, ma giocheremo davanti al nostro pubblico».
«Adesso ci giochiamo tutto e dopo essere arrivati ai supplementari contro Montegranaro – ha chiuso D’Auria -, non dobbiamo avere paura di Verona. Andiamo a giocarcela, pensando a una gara alla volta, con tranquillità». —
Lorenzo Montanari
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
