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Fava sbandiera l’orgoglio della Benedetto XIV «Credo nella salvezza»

Simone Gagliardi
Fava sbandiera l’orgoglio della Benedetto XIV «Credo nella salvezza»

Il massimo dirigente dei biancorossi non si nasconde: le difficoltà sono state più che evidenti ma è giusto avere ancora fiducia 

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l’intervista/1

Terzo anno di presidenza. Il primo, e si spera non l’unico, in A2 della Baltur. Anche l’anno del battesimo fu travagliato per Gianni Fava: l’esonero di coach Giordani, l’infortunio a Vico a due settimane dal suo arrivo a Cento. Pure ora c’è da sudare parecchio per riaggiustare una stagione iniziata con ben altro proposito. Stringere i denti, fare quadrato e provare con un organico rivoluzionato a vincere qualche partita. Obiettivo salvezza.

Presidente Fava, si aspettava una sofferenza del genere?

«È sotto gli occhi di tutti: stiamo vivendo una stagione purtroppo caratterizzata da troppi infortuni. Non abbiamo mai avuto la squadra al completo. Il più eclatante quello a White. Finché White era a disposizione la situazione in classifica non era delle migliori ma non come ora. Poi ci si è messo anche Mays: ha iniziato a non stare bene rendendo meno di quanto sapeva fare. Chi può permettersi di giocare senza americani?»

L’obiettivo era quello di una salvezza tranquilla...

«Avremo anche commesso errori, siamo una matricola. Mettiamo anche i continui viaggi a San Lazzaro. Ma il campionato non è finito: ora recuperiamo White, per noi fondamentale oltre ai punti segnati anche per accentrare su di lui la difesa dando più possibilità ad altri di essere liberi».

Il cambio alla guida tecnica non sta dando i frutti sperati: ci crede ancora?

«Certo che ci credo, ci crediamo tutti. Vedo una squadra che ce la sta mettendo tutta. Poco da dire anche sulla guida di Bechi: nessuno ha la bacchetta magica, ma la grinta e la determinazione che vedo in allenamento daranno i loro frutti. Abbiamo perso anche domenica a Piacenza, ma il passo avanti rispetto alle partite precedenti è stato evidente: ce la siamo giocata fino alla fine. Sarebbero bastati due canestri in più e l’avremmo portata a casa. Il lavoro fatto comincia a farsi vedere, soprattutto in difesa. Il peggio deve essere passato, è già iniziata un’altra fase. Le squadre che ci precedono non sono scappate, il calendario sarà difficile anche per gli altri».

Alcuni giocatori stanno dando poco: sono decisamente calati Gasparin e Chiumenti, mentre Kuksiks non è stato un ingaggio azzeccato.

«Kuksiks non era la prima scelta, c’erano altri nomi nella lista. Tra una cosa o l’altra nessuno è arrivato. Kuksiks in allenamento è un altro giocatore... Qualcuno sta rendendo meno di quanto potrebbe, questo sì. Ma lo sanno anche loro, non c’è bisogno che faccia i nomi. Ora cerchiamo di fare quadrato tutti assieme: col Benfatto visto domenica ormai recuperato, White che rientrerà sicuramente contro Forlì e Taylor con altre due settimane di lavoro per ritrovare una buona condizione mi aspetto un’altra squadra».

«Dobbiamo recuperare il miglior Taylor: la condizione è importante. Penso ad esempio a Campbell di Ferrara: oggi non è certo lo stesso giocatore che abbiamo affrontato noi appena arrivato. Le tre partite che ci attendono dopo la sosta sono terribili, ma io ritengo che contro Forli possiamo giocarcela».

Presidente cosa comporterebbe una retrocessione in serie B?

«Non ci voglio neanche pensare. Sono ottimista e fiducioso, non è una cosa alla quale ora posso pensare. Dovessimo andare ai playout, con Taylor e White in forma e Benfatto visto domenica, avremo concrete possibilità. Il momento è difficile, c’è tensione. La pressione non manca. Ma stiamo lavorando sodo». —

Simone Gagliardi

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