Spal-Sampdoria, un romanzo che sa di storia Da Pairetto al tris salvezza dell’anno scorso
Domenica si incrociano la battaglia per non retrocedere e la corsa per un posto in Europa: in palio punti pesanti come quelli delle ultime sfide
FERRARA. Questa è una storia di sentimenti. Che si impastano con nostalgia, rivalsa e sopravvivenza. Spal contro Sampdoria: nelle ultime due stagioni non una sfida banale. Sicuramente non può esserlo per Davide Vagnati, genovese classe 1978, che nel mondo blucerchiato ha iniziato a muovere i primi passi nel pianeta calcio. E non lo è per lo sconfinato orizzonte spallino, che proprio contro la Samp di Giampaolo l’anno scorso ha festeggiato i punti della salvezza. Venti maggio 2018, mentre il Crotone crollava a Napoli i ragazzi di Semplici compivano la missione: doppietta di Antenucci, in mezzo il sigillo di Grassi. Gran tris. Ora “AnteSeven” non è ispirato come in passato, chissà che l’arrivo della Doria non sia taumaturgico.
Vecchi amici. Ma la gara del Mazza di domenica, apre il libro dei ricordi. Ci sono storie intense e semplici appunti di viaggio. Emiliano Viviano in quattro stagioni ha giocato 115 partite con la Samp, poi è stato scaricato. Un ginocchio ballerino non ha aiutato il portierone, poi ancor peggio trattato a Lisbona. Con la Spal da un mese, subito bene: sicuro e sfrontato. Abile e reattivo. Ma l’altra domenica a Reggio col Sassuolo il solito ginocchio ha fatto le bizze. Dal Centro di via Copparo narrano di lavoro differenziato: si annusa aria di forfait. Lui non ci sta e rincorre il recupero. Se quello del portiere è un romanzo, per altri tre spallini il rapporto con i blucerchiati è un racconto breve. Petagna è rimasto a Bogliasco qualche mese: tre partite nel 2013, poi il ritorno al Milan. Lorenčo Simic era considerato un talentino da far maturare a Ferrara: finora di un ritorno a Genova non si parla. E Vasco Regini (130 partite doriane) non ha inciso in profondità quanto avrebbe voluto. E quanto talento promette. L’hanno girato a Ferrara: sta cercando la forma giusta e per la Spal è un investimento interessante. Più volto al futuro, che nell’immediato.
Le malefatte. Spal contro Sampdoria significa anche l’approdo biancazzurro nel “pianeta Pairetto”. Perché sì, il fischietto torinese è entrato nella storia per il gol “cancellato” ai biancazzurri due domeniche fa e trasformato in un rigore decisivo per la Fiorentina, ma nel dicembre 2017 mica aveva dato carezze a Semplici. Scorre il 91’ al Ferraris, partita certificata sullo 0-0 e per la Spal sarebbe un gran punto. Oikonomou perde un pallone sanguinoso, la Samp butta in mezzo alla cieca: Ramirez calpesta Viviani e Pairetto ribalta la percezione. Clamoroso rigore per la Samp. Ovviamente determinante. E chiaramente, in quel caso, mica ci va alla Var a verificare.
Al giorno d’oggi. Ecco, diciamo che dopo anni e anni di incroci evitati (Samp a battersi per lo scudetto, poi a sopravvivere tra A e B ma comunque sempre in prima linea; Spal a soffrire nella giungla della C e dei dilettanti), dall’anno scorso tra estensi e blucerchiati si scherza zero. Domenica alle 15 si attende un’altra sfida che pesa. Corsa salvezza tra i padroni di casa, sogno Europa League per gli ospiti che difettano di continuità ma quando giocano... Biancazzurri senza Lazzari e con l’idea di tornare al 3-5-2 con Dickmann per il folletto Manuel dopo il poco brillante 4-4-2 col Sassuolo. Sopratutto, Missiroli va rimesso nel cuore del centrocampo. Torna Semplici dopo l’operazione e anche questo non è banale. Come non lo sono i numeri: la Spal non vince al Mazza dal 17 settembre 2018, la Samp fuori ne ha perse 6 su 13. —
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