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Var alibi per altri problemi

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La caotica gestione della Var, cui il ricorso dovrebbe avvenire solo nell’eventualità di grave ed evidente errore dell’arbitro (ed anche ieri non era questo il caso), è stata di nuovo ed ulteriore nocumento alla Spal. Ennesima palese ingiustizia, non si può annullare un gol - dopo quasi cinque minuti - per la proiezione forse in fuorigioco della spalla di un altro giocatore rispetto a quello che ha segnato. Siamo all’assurdo, all’anticalcio, alla ricerca di protagonismo del Var (cioè dell’arbitro addetto alla moviola) che usa il mezzo rendendo burattinesco il ruolo dell’arbitro di campo. Se poi quest’ultimo è tremebondo, i giochi sono fatti.

Detto ciò, i disastri moviolistici di ieri hanno creato un alibi per altri disastri, quelli della Spal. A fine gara non si parlava che dell’arbitro, della Var, della rete annullata. Nessun riferimento alla prestazione dei biancazzurri: pessima. La Spal del primo tempo ha impressionato in negativo. Una squadra senza capo né coda, con un assetto indecifrabile, giocatori fuori dal contesto ideale e conseguenti prove individuali sottotono, assenza di gioco, risultato sullo 0-2 già dopo dieci minuti come accaduto altre volte in casa. Dove la Spal non si impone dal 17 settembre, con un bilancio post 2-0 all’Atalanta che recita: 11 giocate, 0 vittorie, 6 pareggi, 5 sconfitte, 7 gol segnati e 16 subìti, 6 punti conquistati su 33 a disposizione.

L’incomprensibile schieramento di ieri è figlio dell’assenza di Lazzari. Ma la mancanza di un giocatore, per importante che sia, può far smarrire la strada? Senza Lazzari non si può più fare il 5-3-2? Questo perché Dickmann non è considerato pronto? Allora per cosa è stato acquistato? E se si cambia modulo perché un 4-4-2 inattuabile visto che non ci sono giocatori adatti? Non sarebbe stato più logico il 4-3-1-2 che almeno avrebbe permesso di schierare i centrocampisti nei loro ruoli ideali? La sensazione è che le scelte siano state compiute per tentare di contrastare la Samp e non per cercare di batterla. Non c’era il coraggio visto nel finale di Parma, o col Toro, o a Bergamo. Però i gravi peccati della Var distolgono l’attenzione dai problemi che la Spal deve risolvere per centrare una salvezza che, pure, è ancora saldamente nelle sue mani. —

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