Dalmonte: «A Vujacic serve tempo e io temo il Kleb»
Basket serie A2. Domenica alle 18 al palasport l’ex coach estense arriva a sfidare la Bondi con una Tezenis lanciatissima e un campione in più
l’intervista
Con un Sasha Vujacic in più nel motore, la Tezenis Verona è pronta alla trasferta a Ferrara. Gli scaligeri sono allenati dall’ex coach del Basket Club Luca Dalmonte, che ieri pomeriggio ha parlato dell’aggiunta Vujacic e non solo.
«Vujacic? Mi pare che ci siano dei fatti abbondanti che parlano per lui – dice Dalmonte -, il valore del giocatore è supportato da questi fatti. È necessario un tempo di inserimento che deve correre su due binari».
Il primo?
«Deve prendere una condizione di gioco la più vicina al gruppo squadra e al ritmo gara».
Il secondo?
«E’ molto più tecnico. Il tempo necessario per il suo inserimento, ma soprattutto la nostra capacità di accoglierlo dal punto di vista tecnico. C’è un tempo necessario affinché si riconoscano le sue caratteristiche all’interno del gruppo, come del resto lui deve conoscere le caratteristiche dei compagni. Questi due binari nel più breve tempo possibile devono unirsi e rendere il tutto una strada unica».
In tutto questo, come vede il match a Ferrara di domenica pomeriggio?
«Abbiamo scollinato la metà del girone di ritorno, le partite diventano tutte importanti. C’è chi già definisce l’ultimo rush come le sette finali. Questo dà l’idea dell’importanza e del peso specifico che ogni singola gara può portare al rendiconto finale. A maggior ragione per noi è una gara fuori casa e sappiamo che in trasferta le difficoltà aumentano, come aumenta di conseguenza il valore delle gare, che raddoppia». Parliamo della Bondi?
«Ferrara, per una somma di motivi, ha cambiato pelle: tecnica e tattica. Questo cambiamento ha portato risultati e i risultati portano fiducia».
Con il miglioramento delle condizioni di Campbell e Ganeto, il Kleb ha svoltato.
«Adesso è molto consapevole. La condizione di Campbell mi pare vicina all’ottimale e poi soprattutto c’è anche da aggiungere che la Bondi ha cambiato il Dna tecnico-tattico. Fra Campbell e Ganeto, che si dividono fra ala piccola e ala forte. In questo senso l’approdo di Ganeto ha dato più quadratura, mentre le caratteristiche di Campbell sono di un giocatore di estrema duttilità e utilità: parliamo di un giocatore a 360º che completa il roster con una buona funzionalità».
«Campbell fa i numeri da protagonista, ma gioca da gregario. Non è solo un giocatore che necessità della palla in mano, cosa che peraltro sa fare».
La chiave del match?
«Anzitutto vorrei che ci preparassimo nel miglior modo possibile, soprattutto visto l’inserimento di Vujacic. Dal canto nostro dovremo essere pronti a giocare contro una difesa fisica e di contatti; dovremo essere capaci di leggere questo, come del resto quello che la gara ci dirà a seconda delle scelte tecnico- tattiche della Bondi. A livello offensivo è necessario che ci sia una nostra presenza di letture sempre per quanto riguarda le scelte di Ferrara, che può fare più di una cosa».
«Gara che ci induce ad avere grande attenzione sugli accoppiamenti difensivi, al netto del quintetto con Molinaro e Fantoni, quando nelle rotazioni subentrano Campbell e Ganeto, lì dovremo essere molto attenti ad essere giusti negli accoppiamenti perché Ferrara da lì riesce a fare cose differenti a seconda degli avversari». —
Lorenzo Montanari
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