Spal, difesa d’ufficio «Contro l’Inter solidità e ritmo Il risultato arriverà»
L’avvocato Cardi, ex dirigente biancazzurro e procuratore, inquadra la gara di domani a San Siro e le prospettive nella lotta per restare in A
l’intervista
Ha iniziato a tifare e a vedere la Spal a quattro anni, suo padre era un appassionato e lo portava con lui allo stadio.
«Ricordo i vari Bugatti, Bertocchi, Dido, Capello, Del Neri, Picchi, Malatrasi, ma soprattutto il mitico Massei, per anni il nostro miglior giocatore e tanti altri bravi calciatori che hanno indossato questa maglia – spiega l’avvocato ferrarese e procuratore sportivo Gian Francesco Cardi con i modi eleganti e signorili che lo contraddistinguono –; poi dal 67/68, stagione della retrocessione, ho cominciato a simpatizzare per il Milan dove militava il più bravo giocatore italiano che abbia mai visto, Rivera, e dove successivamente arrivò il mio caro amico Ruben Buriani. Vedere un ferrarese campione d’Italia ed in Nazionale è stata una grande emozione. Col mio trasferimento a Bologna, poi, ho cominciato a simpatizzare per i rossoblù, a cui ho dato nel tempo giocatori come Cardone, Buscè, Colombo... Ora – prosegue Cardi – non mi ritengo più un tifoso bensì un simpatizzante di Spal, Milan e Bologna: difficile da capire per molti ma facile da comprendere per chi lavora nel calcio con tutte le squadre».
La Spal l’ha vissuta anche professionalmente
«Sì, nell’89 come avvocato Api, insieme all’amico Leandri, all’epoca segretario Api Ferrara, fondai il gruppo, ricordato poi come gruppo Ravani, che acquisì la Spal dal presidente milanese Nicolini, per cui nel mio piccolo mi ritengo parte integrante nella vita di questa società. Riuscii poi a portare la squadra in ritiro nelle strutture del collegio in cui avevo studiato da giovane, il Filippin di Paderno del Grappa, tecnico il compianto mister Magistrelli, ottimo allenatore e persona squisita».
Competente e mai sopra le righe anche nelle vesti attuali di opinionista…
«Dopo anni di lavoro sul campo, con chilometri e chilometri sulle spalle ho raggiunto ahimè l’età pensionabile e mi diletto nel fare l’opinionista televisivo ed a seguire giovani leve con le potenzialità di divenire professionisti, in poche parole coltivo la mia passione più grande: il calcio».
Passando alla stretta attualità Spal, nella prima mezz’ora contro la Samp, non è uscita dagli spogliatoi, per poi disputare una ripresa con determinazione. Quando i biancazzurri riusciranno a giocare 90 minuti con la stessa intensità?
«La Spal, come tutte le squadre che lottano per la salvezza, non ha la piena consapevolezza delle proprie potenzialità, o meglio sente spesso la pressione del risultato, per cui gioca contratta e si esprime meglio con le squadre forti che giocano e lasciano giocare. Semplici comunque ha dato una sua fisionomia alla squadra, per cui nel momento in cui si sbloccherà a livello emotivo sarà una squadra che potrà mettere in difficoltà chiunque».
L’assenza per infortunio di Lazzari, uomo chiave del 5-3-2, ha complicato il lavoro di Semplici costretto a cambiare più moduli in corso di partita con la Samp.
«La Spal sta sicuramente risentendo dell’assenza di Lazzari che, con le sue ripartenze, è sempre stato l’arma principale per mettere in difficoltà le squadre avversarie; con l’Inter sarebbe sperabile il suo rientro».
Giornata da dimenticare per il difensore Cionek, colpevole sul primo gol di Quagliarella, sempre nervoso e impreciso, che si fa espellere nel recupero.
«Cionek, come tutti i giocatori, vive momenti di forma e momenti di difficoltà che possono dipendere da mille situazioni, in poche parole è umano, e da questi momenti si esce solo col lavoro continuo e col ritorno alla tranquillità mentale».
La Ovest domenica si è ribellata, civilmente, al Var lasciando la Curva dopo la rete annullata a Floccari. Come valuta questa innovazione tecnologica?
«La Var è un mezzo tecnologico che diventa utile se gestito con intelligenza ed in maniera univoca, purtroppo allo stato attuale abbiamo operatori Var non all’altezza e lo si vede anche a livello internazionale».
Difesa spallina da rivedere dopo le 9 reti subite nelle ultime 4 partite. Cosa modificare in vista della gara con l’Inter?
«I gol presi solitamente non dipendono solo da un reparto anche se la più colpevolizzata è la difesa. Si esce da queste situazioni col lavoro continuo e con l’equilibrio in partita tra i reparti».
Tra le mura amiche l’Inter detiene il record di miglior difesa con solo 6 reti subite. Che partita dovrà impostare Semplici?
«La Spal dovrebbe puntare ad una partita di contenimento nel primo tempo e, contando sulla stanchezza dell’Inter per la partita in Europa League, cercare di alzare i ritmi nella ripresa. Se riuscirà a tenere ritmi alti potrà riuscire a raggiungere un risultato positivo».
Icardi-Inter, lo strappo pare insanabile. L’argentino fu decisivo all’andata con una doppietta ma domenica non ci sarà.
«L’assenza di un Icardi in forma è sicuramente un gran danno per l’Inter. Il suo sostituto, Martinez, sta però segnando con continuità per cui Icardi o no sarà una partita da affrontare con il coltello tra i denti».
Questa Spal si salva se…
«La Spal ha sicuramente la potenzialità per salvarsi prima dell’ultima giornata soprattutto se si ritroverà a fine campionato con un Lazzari in forma». –
Valentina Cristiani
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