Un avversario antico e spesso impietoso Sfida allo Spallettone
Prima da giocatore di Spezia ed Empoli poi come mister dei toscani e dell’Inter: Luciano Spalletti bestia nera spallina
ferrara. Abbronzatissimo e tremendamente glamour, Luciano Spalletti lo scorso agosto in tribuna a La Spezia, per il match di Coppa Italia tra i liguri e la Spal, faceva il piacione. Ecco, i mesi sono trascorsi inesorabili, e oggidì lo Spallettone è assai meno rilassato. Tra super-polemiche interne, futuro minacciato, terzo posto perso a vantaggio del Milan, ad una settimana dal derby di Milano l’allenatore dell’Inter si trova alle prese con una situazione parecchio delicata.
situazione
Spalletti ha l’obbligo di battere i biancazzurri domani a San Siro, per non peggiorare il quadro prima del ritorno di Europa League con l’Eintracht (l’Inter passerà solo vincendo, un pareggio con gol qualificherebbe i tedeschi) e della stracittadina che può valere una fetta della qualificazione alla prossima Champions. Un tour de force (Eintracht, Spal, Eintracht, Milan) da gestire con un organico minato dalle defezioni e facendo i conti con il sulfureo ambiente interno.
La Spal è avversario ricorrente, nella carriera di Spalletti. Prima da giocatore e poi da allenatore. Quando scendeva in campo, mediano ingobbito e dal look improbabile (con quei calzettoni alla cacarella che dell’antico stile sivoriano avevano solo le intenzioni e mal si addicevano alla sua figura lunga e ricurva) incrociò più volte i biancazzurri.
i trascorsi
Prima tappa nell’87/88, quando Spalletti era riserva dello Spezia. Nell’1-1 di Ferrara subentrò, al ritorno giocò tutta la gara che i liguri conquistarono a tempo scaduto. A stagione regolare conclusa, entrò nella ripresa del match che sul neutro di Prato consentì agli aquilotti di battere la Spal e conquistare il pass per la Coppa Italia delle big. L’anno dopo, sempre titolare, vittoria spezzina all’andata, pareggio al ritorno al “Paolo Mazza”.
Sesta tappa a fine ottobre del 1991. Alla settima giornata di C1 il suo Empoli (che schierava i vari Fasce, Gautieri e Musella) inflisse la prima sconfitta stagionale alla Spal di Gibì, destinata alla promozione. I toscani s’imposero nel finale con un rigore proprio del compianto scugnizzo che di Fabbri era stato pupillo all’epoca del Catanzaro e del Bologna. Immediato dopo-gara piuttosto caldo, Spalletti - ancora in campo - non fu propriamente simpaticissimo. Al ritorno, in un caldissimo 15 marzo, pensò bene di infierire segnando dopo appena un minuto, un gollonzo che non smorzò i trascinanti bollori del “Mazza”: 1-1 finale, Spal lanciatissima verso la promozione in B, l’Empoli di Guidolin solo quinto. Il tecnico di Castelfranco Veneto deve avere avuto un’influenza sulle scelte di Spalletti, futuro allenatore. Inizio nelle giovanili dell’Empoli, promozione in prima squadra a sei turni dalla fine della stagione 93/94: c’era lui in panchina nello 0-0 dell’1 maggio 1994, giorno della morte di Ayrton Senna.
bilancio
Nel 95/96, in C1, perse le due gare con la Spal, entrambe 1-0 e decise da Antonio Martorella. Le due squadre terminarono appaiate al secondo posto, a quota 62 punti. Ai play off, Spal eliminata dal Como, Empoli vincente in finale sui lariani e promosso in B. Il decollo della carriera di Spalletti. Il resto è storia recente. L’anno scorso, alla guida dell’Inter, vittoria a San Siro e pareggio a Ferrara, dove quest’anno si è imposto grazie a Icardi. Il bilancio, da giocatore e allenatore, dice che Spalletti contro la Spal ha giocato 13 volte: 6 vittorie, 5 pareggi, 2 sconfitte. Computo che i biancazzurri vogliono correggere. —
Paolo Negri
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