Spal all’angolo Subisce troppo e cede all’Inter
L’infortunio di Brozovic e l’ingresso di Candreva cambiano volto ai nerazzurri Che nella ripresa dominano e passano due volte. I biancazzurri non tirano mai
dall'inviato
Paolo Negri
MILANO. Al cospetto della seconda (per data di nascita) squadra di Milano - che proprio ieri celebrava il suo 111º compleanno - la Spal cercava l’impresona, il colpaccio, la prima vittoria della storia a San Siro versione Inter. Ma non c’è riuscita. Peggio, ha perso. Senza margini di dubbio. La salvezza è ancora in mani biancazzurre, ma la strada - per classifica e calendario - si fa assai più in salita.
moduli, errori, var
Pur con Lazzari ancora out per infortunio, e senza lo squalificato Cionek e l’influenzato Murgia, mister Semplici riporta la Spal al 5-3-2. Il laterale destro lo fa Valoti, una delle ipotesi paventate dal tecnico alla vigilia. Un assurdo, per le caratteristiche dell’ex veronese: ci fosse da fronteggiare un Perisic, un Candreva o un Keita sarebbero guai grossi. Ma il pavido Spalletti decide di affrontare i biancazzurri mettendo all’ala sinistra il terzino Asamoah: quanta audacia... Valli a capire, gli allenatori. Così come non si comprende perché nella Spal il regista lo faccia Schiattarella e non Missiroli, che “a tre” in cabina aveva incantato.
A differenza dei due futuri sposini che sul prato del “Meazza”, prima della partita, si giurano pubblico amore eterno (?), le due squadre sono delle timidone, ed oltretutto infarciscono la loro partenza con errori tecnici indegni della Scala calcistica. L’Inter è inguardabile, la Spal farebbe più o meno il suo (forse le viene pure negato un rigore per sbracciata di Brozovic) ma becca due incredibili contropiede da corner a favore, vanificati - per l’Inter - il primo dal lancio sbagliato di Brozovic ed il secondo da una provvidenziale chiusura di Missiroli su Lautaro. Poi la Var viene in soccorso perché l’argentino segna un gran gol ma dopo aiutino in controllo col braccio. Brozovic s’infortuna quasi allo scadere, entra Candreva e Spalletti ridisegna l’Inter col 4-2-3-1: Asamoah va a stringersi a Gagliardini in mediana; Politano, Joao Mario e Candreva sono i tre dietro Lautaro. Sarà la fortuna interista, ma primo tempo da 0-0.
una sola metà campo
Nella ripresa l’Inter (con Ranocchia per Miranda: naso rotto dopo manata di Petagna in avvio di gara) cerca una disordinata pressione. La Spal soffre, Semplici toglie un Valoti ammonito e in affanno davanti a Candreva (come volevasi dimostrare) e inserisce Dickmann. Ormai si gioca in una sola metà campo, quella spallina. Dai e dai, l’Inter passa. Due volte. Prima con Politano. Poi con Gagliardini. Sempre a maglie spalline troppo larghe, sia davanti che dentro l’area. Tra una rete e l’altra il cambio di Semplici (la punta Paloschi per il difensore Felipe) nulla sortisce: gara saldamente nelle mani nerazzurre.
Arriva un’altra sconfitta (la quarta nelle ultime cinque uscite), al termine di una partita in cui la Spal non ha mai tirato in porta contro un’Inter malmessa. Ora i punti di vantaggio sul Bologna terzultimo sono 2. Cresce la paura, bisognerà saper andare oltre, altrimenti saranno guai. Seri, anche. —
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