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L’acuto di Jardi rimette energia nel Terre del Reno Ma tre espulsioni pesano

Mirco Peccenini

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san carlo. La prima delle otto “finali”, il Terre del Reno l’ha vinta domenica. Per una strana casualità del destino, ci è riuscito in otto uomini. Le analogie finiscono qui. Almeno se si vuole togliere un bell’otto in “pagella” alla squadra di Michele Battaglioli, tatticamente perfetta contro il Porretta.

Anche l'allenatore del Terre del Reno si è tolto un piccolo peso, con questi tre punti: «Vittoria meritata – sbotta il mister – anche se nel finale ci abbiamo messo del nostro. L’arbitro è andato in difficoltà e il problema sarà quello di mettere in campo la squadra domenica prossima dopo avere rimediato tr espulsioni».

Con la verve di Jardi (squalificato domenica prossima) sull’out e le straordinarie performance di Pedini e dei neo acquisti nessun traguardo è precluso.

calci piazzati

«Stiamo bene – dice il tecnico – e nel reparto arretrato riusciamo a gestire situazioni come palle alte e calci piazzati». Jardi, intanto, si gode la prodezza del gol che ha rimesso in carreggiata: «Mi piace sempre cercare la conclusione da fuori – ammette Jardi – anche se in quella circostanza non c’era molto altro da fare, perché la palla rimbalzava in un certo modo, su di un campo duro. Ho pensato: “Ci provo e come va… va”. Ho fatto gol e sono contento».

Peccato per l’espulsione nel finale, che ha un po’ macchiato la prestazione, ma Jardi sembra avere ritrovato lo smalto già evidenziato nel girone di andata.

lo smalto

«Siamo una squadra di giovani – ricorda Jardi – e dobbiamo aiutarci e proseguire così». Soprattutto con il contributo dei tre nuovi acquisti: Mbengue (espulso domenica, come anche capitan Busatti), Thiaw e Fall Arona: «Come giudico l’inserimento dei nuovi? Molto buono. Soprattutto - continua Jardi - quello del nostro portiere (Arona; ndr) che ha dato un contributo di sostanza. Avevamo qualche problema a centrocampo, ora Thiaw le “prende” tutte di testa e, davanti, abbiamo Elag (Mbengue; ndr): viene da un infortunio, ma ci darà una mano preziosa». —

Mirco Peccenini

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