Per “Mamo” Calabresi un ultimo saluto speciale
Il mondo dello sport, della politica e della cultura cittadino si è stretto alla famiglia L’addio a un uomo che era molto più di un ex calciatore e allenatore di volley
Chi semina, raccoglie. Nella sua troppo breve vita Massimo Calabresi, per tutti “Mamo”, ha certamente seminato tanto e bene, curando la crescita delle piante, se, com’è vero, la chiesa di Santo Spirito ieri pomeriggio si è riempita per dargli l’estremo saluto. Un funerale “differito” , perché “Mamo” era a Betlemme, in Palestina, lo scorso 19 febbraio, quando un improvviso e fulminante malore lo ha strappato alla vita. Ma non è stato questo a renderlo particolare e personale: ben più l’ha fatto la conoscenza diretta dei due concelebranti, il parroco di Santo Spirito, appunto, e quello di Pontegradella, assieme al quale era in pellegrinaggio in Terra Santa.
PAROLE VERE
«La molteplicità delle sue relazioni – ha esordito durante l’omelia il concelebrante – è data dalla vostra presenza. Sono arrivato a Ferrara nel 2010 e Massimo è stato fra le persone che mi hanno fatto sentire l’accoglienza di questa parrocchia: aveva un modo di fare umano, che contagiava. In questi ultimi tempi, poche settimane prima del pellegrinaggio, è venuto nella mia parrocchia e siamo stati un’oretta a chiacchierare, era venuto per spiegarmi perché voleva andare in Terra Santa: “perché – diceva – ho il sangue degli ebrei e vorrei toccare la terra dove sono le mie radici. Poi, gli anni passano...” . E dopo siamo partiti insieme e tutti sapete cos’è accaduto. Proprio nel momento più doloroso, in cui piangevamo e non volevamo più andare avanti, volevamo affrettare le pratiche per rientrare, ma non è stato possibile. Così, siamo ripartiti per il nostro pellegrinaggio in Terra Santa, pensando che Massimo non fosse più con noi: invece, è stato un pellegrinaggio bellissimo e lui era con noi!».
IL RICORDO
Il prelato ha poi concluso: «Ci sono tre cose (ma poi ne ha elencate quattro..., ndr) di Massimo che mi hanno colpito: la relazione umana, di cui ho detto prima; il suo amore per Ferrara, e me l’ha fatta amare e conoscere; l’amore per la fotografia e per lo sport, fino all’ultimo, per la parte sana dello sport, cercando di viverlo e promuoverlo. Massimo era un bravissimo fotografo: vorrei consegnare questa sua istantanea al Signore, con i suoi difetti e fragilità, ma con tutti noi».
GLI SPORTIVI
Al termine della cerimonia funebre, quella bara essenziale, coperta da un drappo nero e con appoggiato sopra un cuscino di rose bianche e gialle, ha quindi abbandonato la chiesa, per raggiungere la Certosa ed essere sepolta nella tomba di famiglia. A farle ala una moltitudine di persone, che si sono stretti ai parenti.
Fra loro, tanti volti del mondo sportivo, come gli ex spallini Gigi Pasetti, Lanfranco Mongardi e Riccardo Cervellati, l’ex tecnico di calcio Ubaldo Malossi, il tecnico dell’atletica Massimo Magnani assieme al velocista azzurro Federico Cattaneo, gli ex colleghi di educazione fisica Andrea Zambelli (volley), Gianfranco Parigi (atletica), Adriano Furlani (basket) e Paolo Dal Buono (nautica), gli ex pallavolisti Ruggero Tosi e Paolo Maia con i Roversi, padre e figlio, l’ex podista Valentina Maisto, Augusto Pareschi in rappresentanza del Coni, l’intera famiglia Duran, con mamma Augusta su tutti, a rappresentare quel mondo della boxe e, in particolare, la palestra in cui “Mamo” aveva trascorso tante giornate e scattato tante foto.
LA CITTÀ
Ma c’erano anche altri mondi della città a dargli l’estremo saluto: l’ex presidente delle Provincia Piergiorgio Dall’Acqua, gli assessori Simone Merli e Aldo Modonesi, Stefano Bottoni del Ferrara Buskers Festival, Antonella Guarnieri, direttrice del museo del Risorgimento e della Resistenza, che solo un anno fa aveva ospitato la mostra fotografica della stesso Calabresi dedicata alla sua famiglia ebrea.
Ci perdoni se qualcuno è sfuggito, fra i tanti. Non voleva essere un elenco di nomi, ma la testimonianza che trasversalmente Ferrara ha voluto salutare un suo concittadino amato. Perché, chi semina bene, raccoglie. —
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