Dalla Spal al Bologna da Pagliuca a Paramatti l’ultimo saluto del calcio a Renato Cipollini
Folla imponente ieri pomeriggio in Certosa per i funerali dell’ex portiere e dirigente che ha lasciato una traccia indelebile
il commiato
C’era il “mondo”, nel primo pomeriggio di ieri, per accompagnare Renato Cipollini. In Certosa ha avuto luogo il funerale dell’ex portiere (dal 1966 al 1970) e poi d.s. e d.g. della Spal (dal 1985 all’89), campione d’Italia con l’Inter nel 1980, oltre che figura dirigenziale di spicco di tanti altri club, dal Modena al Bologna (di cui fu anche presidente). Per questo, e per ciò che Cipollini era come persona, tantissimi amici hanno voluto essere presenti, per un’ultima testimonianza di stima e di affetto.
Dai vecchi compagni alla Spal (Delneri, Pasetti, Cantagallo, De Bernardi, Rizzato, Alberto Novelli, Croci, Gambin, Asnicar) all’avvocato Cardi, passando dai fratelli Claudio e Ferruccio Ferraresi e da Lanfranco e Marco Mongardi, fino a Ruben Buriani, Natalino Patria, il dottor Montanari. La società biancazzurra era rappresentata dal presidente Mattioli - che ha portato una maglia - dal digì Gazzoli e dal consulente Mamini.
Assai significativa l’emozione di Giuseppe Gazzoni Frascara, ex patron del Bologna, giunto con ampio anticipo per prendere posto - visibilmente commosso, appunto - nell’Aula del Commiato ove poi è stato celebrato il funerale. Il senso della traccia professionale e umana lasciata da Cipollini è stato sottolineato dalla presenza di tanti tesserati e funzionari di quel Bologna, dal portierone Gianluca Pagliuca allo storico medico sociale (il dottor Nanni, poi fondatore dell’Isokinetic), senza dimenticare magazzinieri, addetti ai campi, responsabili della lavanderia. Il Bologna attuale contava su una delegazione con l’addetto stampa Caliceti, i ragazzi delle giovanili che reggevano il labaro del club ed il responsabile del vivaio Corazza.
In Certosa anche l’ex presidente di Lega Pro, Macalli (brevemente alla Spal all’inizio della parabola dirigenziale di Cipollini), l’ex diesse Molinari, l’allenatore Arrigoni, il dirigente cesenate Valentini, l’avvocato Grassani. Tra gli esponenti calcistici spallini più legati a Cipollini, ecco Michele Paramatti, l’ingegner Novi, l’ex segretario spallino Davide Ferioli con “Pantera” Adami, oltre a Fabio Perinelli (il cui rapporto con Cipollini era strettissimo) e Fabio Mastrocinque.
Notevole la commozione all’arrivo del feretro. Tutti a stringersi intorno alla moglie di Renato, la signora Grazia, ed ai figli Enrico e Fabio. Quindi il rito funebre. Breve ma intenso, sobrio eppure toccante. Officiato da don Lino, vecchio amico della famiglia Cipollini dai tempi in cui negli anni ’70 Renato giocava nell’Atalanta. Un rapporto solido e sempre proseguito negli anni, tanto che quando il prelato si era recato in Africa come padre missionario era stato Cipollini - dirigente del Bologna - a inviare palloni, maglie e materiale sportivo per i bambini della missione. Un uomo così non poteva non avere accanto, ieri, tanti amici. —
Paolo Negri
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