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Milan, Gattuso non si fida: «L’Inter ci prepara il tranello»

Milan, Gattuso non si fida: «L’Inter ci prepara il tranello»

Spalletti lascia ancora a casa Icardi e fa appello ai suoi per rialzare il morale il tecnico rossonero sprona i suoi a lottare: «È quel che sappiamo fare bene»

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MILANo. Il derby resta impronosticabile e Gennaro Gattuso vuole evitare la «fregatura», lanciando un messaggio univoco a quelli che, dopo cinque vittorie consecutive e il sorpasso al terzo posto: occhio a dare l'Inter per morta. Lo dice con cognizione di causa visto che, un girone fa, il mondo delle milanesi girava al contrario. Oggi gli umori sono molto diversi - lo testimonia il record di incassi nella storia del Milan e per la serie A, 5,7 milioni - ma Gattuso non si fida dei cugini feriti, a caccia di riscossa dopo l'eliminazione dall'Europa League: «Nel derby non c'è mai un favorito, è una partita a sé. Serve giocarla con cuore, con testa, voglia, rispetto dell'avversario. Prepariamo questa partita con umiltà, la squadra che affrontiamo è forte e la fregatura sta dietro l'angolo. Noi siamo passati dalla crisi prima dell'Inter: abbiamo fatto una figuraccia in Europa League, rischiato di perdere col Dudelange. Il nostro pubblico deve essere il 12° uomo in campo, ma bisogna rispettare l'Inter». Piatek può fare la differenza nel derby? Deve farla il collettivo, sono pochi i giocatori a vincere le partite da soli, ma lui sa cosa deve fare». Pochi i dubbi di formazione: spazio ai titolarissimi, ma un pizzico di pretattica nel ballottaggio tra Bakayoko e Biglia («Vedrete»). E sul suggerimento di Berlusconi di schierare Suso dietro le punte Gattuso ringrazia, ma ribadisce l’indipendenza: «Quello che dice va sempre rispettato, ma prendo io le decisioni».

«L’Inter deve riacquistare le capacità di giocare e lottare. Proveremo a vincere», le parole di Spalletti. «Ci sono ancora tante partite, c'è margine per non renderla decisiva. Il Milan è forte e gioca bene, sta facendo meglio di noi ma siamo dietro di un punto, non vedo differenze. Il danno sarebbe non credere di essere all'altezza, ma non è il nostro caso». Il caso Icardi resta sullo sfondo, l'argentino resta ancora fuori dai convocati e Spalletti che non replica a Moratti (che aveva detto «mettete da parte i vostri motivi del cavolo»): «Non commento, ogni volta che lo incontro mi emoziono». Out pure Nainggolan, Joao Mario e Miranda, ci sarà Brozovic mentre in attacco il peso sarà sulle spalle di Lautaro Martinez, con Perisic e Politano. Vecino dovrebbe affiancare Brozovic in mediana, in difesa Asamoah tornerà titolare con De Vrij, Skriniar e D'Ambrosio. —



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