La Baltur può ancora puntare ai playout Ma servono tre vittorie
Sarà decisivo lo scontro diretto con Jesi e ribaltare il -9 L’altra in casa con Imola e a Mantova le chance da cogliere
CENTO. Nessuno sperava di fare il colpaccio a Porto San Giorgio contro la seconda forza del campionato, la Poderosa Montegranaro che oggi è squadra obiettivamente di un altro pianeta per questa Baltur. Ma di crescere e fare un passo avanti, in attesa del rush finale, sì. Troppo arcigna la difesa dei marchigiana, più tecnici, più cinici, più esperti gli avversari. Non è stata una disfatta, sia chiaro. Rispetto a Treviso, dove la Baltur è stata schiacciata, a Porto San Giorgio la Baltur ha comunque giocato senza alzare bandiera bianca alla prima difficoltà, nonostante il vantaggio rassicurante della Poderosa.
LOTTA E REAZIONE
Buono l’approccio, prima che Corbett, uno di quegli stranieri che in A2 fanno la differenza, creasse quel solco di fatto mai colmato. Da applaudire la reazione a risultato ormai compromesso, quando la Baltur ha avuto per la mani la palla per ridurre il passivo sotto la doppia cifra, per mettere un po’ di pepe sugli ultimi minuti di un match vinto da una Poderosa che ha ben altre ambizioni rispetto alla Baltur. Ma la tripla di Taflaj - specchio di una stagione in cui non va bene niente - entra ed esce, mettendo fine alla rimonta mai perfezionata.
La Baltur ha perso, è l’ottava sconfitta di fila. La vittoria manca da gennaio, derby con Ferrara nel debutto di Bechi sulla panchina biancorossa. Poi, tante delusioni, un organico stravolto, schemi e giochi rivisti e un paio d’occasioni - con Cagliari e Forlì - per riaprire una stagione maledetta buttate. Punti persi pesantissimi, che alla lunga possono costare caro.
WHITE, TAYLOR E GLI ALTRI
Praticamente tutto americano l’attacco della Baltur: 51 punti, 30 punti di Taylor e 21 di White, sui 68 della squadra. Se Cento vuole ancora sperare nella salvezza puntando ai playout, deve per forza aggrapparsi all’estro dei suoi due colored. Taylor ha segnato molto, ma, diciamolo, ha tirato tanto e con percentuali normali (6/17, 2/2), la gran parte delle sue conclusioni sono arrivate da sotto. Tante azioni individuali, pochi passaggi ai compagni, non in serata di grazia, pochi penetra e scarica. E l’idea di andare in solitario fino in fondo, spesso intestardendosi contro colossi come Simpson, a discapito di un gioco di squadra che si è visto davvero poco. Bene i 30 punti, ma chi vince e chi perde è sempre l’intera squadra. Nel bene e nel male, urge stare assieme.
James White sta benino, è cresciuto ancora rispetto a sette giorni prima. Non ha ancora autonomia per più di 30’, ma stavolta si è visto anche nell’ultimo quarto con una serie d’iniziative. Inutile ribadire quanto sarà fondamentale il suo contributo nelle ultime partite.
Pochissimo dagli altri a Porto San Giorgio. La battaglia sotto contro Simmons e Amoroso era impari e si sapeva. Rivedibili anche gli esterni. Appena 9 tiri da tre punti tentati dalla squadra in 40’: un dato che fa riflettere, vista l’importanza delle triple nella pallacanestro moderna. Un’inversione di tendenza radicale che ancora non sta pagando rispetto alla Baltur della prima metà di stagione. Per salvarsi c’è bisogno dell’apporto di tutti. Altrimenti, arrivederci serie A.
IL CALENDARIO
La Baltur non è favorita dal calendario. Peserà tantissimo lo scontro diretto contro Jesi a San Lazzaro, in cui sarà fondamentale ribaltare la differenza canestri (-9). Prima in casa ci sarà Imola, che vuole una meritata post season, e prim’ancora la trasferta di Mantova. Queste le tre partite che la Baltur, sulla carta, potrebbe vincere. Impossibile quella di domenica prossima contro la Fortitudo, quasi anche l’ultima a Verona. Tre vittorie potrebbero essere sufficienti per evitare la retrocessione diretta. —
Simone Gagliardi
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