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Violenza sull’arbitro, Slimani del S.Agostino squalificato per due anni

Violenza sull’arbitro, Slimani del S.Agostino squalificato per due anni

Prima contesta la rete, poi viene espulso: il giocatore insulta e spinge il direttore di gara. La partita juniores sospesa e poi data persa 3-0 dal giudice 

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SANT'AGOSTINO. Non c'è l’isola felice. Un’oasi in cui si possa evitare di parlare di violenze sugli arbitri. Anche Ferrara deve rubricare il suo problema grave: sabato lo junior Under 19 Ismail Slimani ha insultato, spintonato e usato violenza fisica sull’arbitro. Ieri il Giudice sportivo della Federcalcio regionale l’ha squalificato per due anni. Calciatore del Sant’Agostino classe 2000, arbitro del 1999. Sostanzialmente coetanei con una passione simile. Purtroppo uno di loro è entrato per un attimo in un tunnel buio (il calciatore) e l’altro è finito a farsi medicare.

Da mesi il mondo del calcio sta facendo suonare svariati campanelli d’allarme, sottolineando con preoccupazione un aumento costante di violenze fisiche e verbali. Intolleranza. Litigiosità. Domenica a Firenze gara Esordienti sospesa per una lite tra genitori degenerata in rissa: bambini in lacrime.

I dati

In generale, da gennaio da oggi, sono state registrate in Italia 44 aggressioni agli arbitri, con 6 direttori di gara costretti al ricovero ospedaliero. Nel Lazio, a dicembre, il settore arbitrale ha deciso una settimana di “sciopero”. Insomma, il problema è serio. E a Sant’Agostino è toccato l’amaro calice. Partita Juniores tra i biancoverdi padroni di casa e il Progresso. Minuti di recupero, ospiti in rete. Slimani (che è inserito in pianta stabile anche nella prima squadra che milita brillantemente in Eccellenza) protesta ritenendo irregolare la marcatura degli avversari...

“Raggiungeva il direttore di gara, lo insultava ripetutamente e gli afferrava la mano stringendogliela con forza impedendogli così di procedere alla notifica dell’espulsione - recita la nota ufficiale del Giudice -. Una volta liberatosi, l’arbitro gli notificava l’espulsione, ma il calciatore afferrava nuovamente con forza il direttore di gara per la divisa, lo strattonava e lo colpiva con un braccio al petto. A seguito di quest’ultimo colpo l’arbitro accusava dolore e cadeva a terra”.

L’aggravante

In conseguenza dell’episodio, nonché del fatto che - viene notificato al Giudice sportivo - alcuni giocatori del Sant’Agostino si mostravano solidali con il proprio compagno, l’arbitro decideva di sospendere definitivamente la gara. Per la disciplinare, dunque, la vicenda nel suo insieme presenta caratteristiche di rilievo ed incide severamente sul grado di responsabilità della società stessa. Per questo è stato deciso lo 0-3 a tavolino a favore del Progresso, ma è ovviamente il meno. La responsabilità diretta di Slimani è chiaramente quella preponderante e la severità è evidenziata nella sanzione: squalifica fino al 24 marzo del 2021.

L’accaduto è grave, ovvio. Ma la decisione della disciplinare è stata ancora più dura proprio per quel clima generale che sta permeando i campi di calcio dilettantistici di tutto il Paese. Se un richiamo al buon senso e alla tolleranza non basta, allora servono sanzioni esemplari. La linea della Federcalcio è dettata: pugno duro. Certificato anche ad inizio anno, quando la Figc ha introdotto un apposito articolo nel Codice di Giustizia: chi si renderà colpevole verrà squalificato almeno per un anno, in caso di violenza senza referto medico, e per almeno due anni in presenza di un referto medico. La Federcalcio ha voluto per la prima volta disciplinare nel dettaglio la casistica.

Il mondo addosso

Fonti vicine a Ismail raccontano come il ragazzo si sia ben presto reso conto del gravissimo errore commesso e che, ora, si senta il mondo addosso. Viveva per il calcio e adesso la terra gli è franata. «Distrutto» sussurrano nel giro del team biancoverde. Il fatto rimane e neppure nel Ferrarese possiamo pensare di vivere nell’isola che non c’è. Però vietato arrendersi. —

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