Serve tanta Baltur per fermare l’avanzata Fortitudo
Al PalaSavena tutto esaurito per una sfida “impossibile” La salvezza centese passa per un colpo sulla capolista
cento. È il giorno del derby, quello più atteso tra i tanti previsti in stagione. Quello più nobile per la storia della Fortitudo e per cosa rappresenta Bologna nella pallacanestro italiana. Scudetti vinti, partecipazioni all’Eurolega negli anni di Seragnoli. Poi il black out. La retrocessione in serie B, la battaglia della “Fossa” per mantenere il titolo sportivo a discapito della categoria. La rinuncia agli Eagles e alla serie A2 pur di mantenere la storica affiliazione. E così è stato. La ripartenza dalla B, la vittoria del campionato al secondo tentativo dopo aver perso il primo proprio per mano di Cento nei playoff, ed ora la serie A nel mirino.
il grande traguardo
Il basket è imprevedibile, tutto può succedere. Ma con cinque giornate da giocare, quattro punti di vantaggio e scontro diretto avanti con Montegranaro, l’obiettivo promozione in A ormai è a portata di mano. La Effe vuole tornare dove merita. Appena tre sconfitte in tutto il campionato: a Piacenza sponda Bakery, Udine e in casa con la Poderosa nella partita più bella dell’anno; a cui unire la finale di coppa Italia persa contro Treviso.
La Lavoropiù è senza punti deboli, costruita per vincere. Alla guida tecnica è stato scelto l’ex ravennate Antimo Martino, uno che alle luci della ribalta preferisce la sostanza e la concretezza. Il roster fa paura: talento ed esperienza. Due stranieri perfetti, uno di altra categoria come Leunen. L’altro è Hasbrouck micidiale tiratore, decisivo in A2. Cinciarini è attaccante spesso immarcabile, appena rientrato da un infortunio; Rosselli il metronomo della squadra. Fantinelli il regista, Venuto il suo cambio; Carlos Delfino, centese d’adozione per aver sposato la sorella di Riky Cortese, la ciliegina sulla torta in un organico senza sbavature.
il pitturato
Avvicinandosi al “pitturato”, cresce ulteriormente una fisicità già esasperata: Mancinelli, capitano scudettato, gioca minuti qualità; Sgorbati e Benevelli, che sarebbero titolari ovunque, si alternano al fianco di Pini, centro titolare che assieme al già citato Leunen forma la miglior coppia di lunghi della categoria. Squadra lunghissima con mille soluzioni e ogni giocatore in grado di vincere la singola partita. Tra Baltur e Fortitudo il gap è evidente, laddove non può arrivare la tecnica occorre l’energia. Faccia tosta e tanta intensità. Difendere alla morte, buttarsi su ogni palla e provare a rimanere in partita.
Se anche la Fortitudo scapperà provarci fino alla fine, senza disunirsi e buttarsi dentro senza paura. Il “fatturato” centese passa per le mani dei due colored: James White è ormai recuperato e dovrà timbrare almeno un ventello. Discorso analogo per Taylor che a Montegranaro ne ha segnati 30 prendendosi molte licenze individuali. Da qui alla fine, si sa, il gioco conta poco. Conta di più la sostanza. Però spesso l’unione fa la forza. Mettersi troppo in proprio non sempre è vincente. Per il resto, tranne Ba che non giocherà più con la Baltur, squadra al completo. Per tentare l’impresa impossibile.
PALASAVENA ESAURITO
Gli spettatori saranno 2600. C’è la Fortitudo, che gioca nel Comune più importante del Bolognese: San Lazzaro. In 1500 oggi saranno leoni biancoblù, i più hanno organizzato la trasferta in scooter. Per la Effe, in caso di vittoria, non ci sarà la matematica ma un deciso passo verso la serie A sì. Una sconfitta non comprometterebbe niente. La Baltur vuole provarci: sulla carta c’è poca storia, ma a volte il basket è strano. E se vuole raggiungere i playout, dopo tante sconfitte, la Baltur qualche colpo inatteso deve centrarlo. —
Simone Gagliardi
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