La Nuova Ferrara

Sport

La Bondi in delirio Finale pazzesco e Udine è battuta

Marco Nagliati
La Bondi in delirio Finale pazzesco e Udine è battuta

Per 35’ è dominio friulano. Poi il mix squadra-palasport  Antisportivo Amici, difesa e liberi: il successo vale la salvezza

3 MINUTI DI LETTURA







Dove ti manca tutto, c’è qualcosa. L’anima. La Bondi va oltre la logica e vince una partita che entrerà negli annali. Non tanto perché questo successo la avvicina quasi matematicamente alla salvezza, semmai per il dipanarsi di una trama che portava all’ineluttabile. Udine aveva dominato per 35’, lasciando sul terreno solo briciole. Tipo una valanga di palloni persi (15 al 40’). Robetta, al confronto di un controllo dei rimbalzi (mai visto il Kleb soffrire così tanto nel “pitturato”) e percentuali al tiro sfrontate. Imbarazzanti.

sofferenza

Per 35’ coach Martelossi ha avuto tutto. Leka poco. Pronti via: 2-16. Friulani col 64% da tre. Swann “sverniciato” da Pinton, Molinaro messo in croce da Pellegrino. Powell autoritario e autorevole. Si fa male al gomito all’11’, rientra da padrone al 21’. Alla Bondi riesce quasi niente: Swann spadella, poi rinuncia ai tiri. Ahi ahi... Molinaro evanescente, Ganeto leggerino. Solo Fantoni, con gioco su area libera, dà continuità. La retroguardia estense balla e crolla sulla leggerezza udinese: linee di passaggio pulite, tiri ad alta percentuale. Gioco sotto e Kleb distrutto. Sotto di 14, poi di11 all’intervallo (35-46). Ed andava anche bene. Ripartenza: Udine vede sempre il cesto estense largo come una vasca da bagno (ha 17 di margine al 29’: 64-47). Eppure, a saper leggere certi segnali... Terzo e quarto fallo Pinton. Udine inizia a dimenticare la bellezza del gioco d’assieme e si specchia nel “io ho palla e tiro”. Leka si affida alla fisicità di Liberati e Buffo per tamponare sugli esterni, sale l’intensità della retroguardia ferrarese. Ogni azione, un gradino in più. Giocoforza al team ospite calano le percentuali, nel gruppo di casa sale la convinzione.

connubio

Il pubblico si gasa e diventa tutt’uno con i suoi scudieri. Campbell (caviglia gonfia) resta in gioco. Ferrara difende come riesce. Come può. Come deve. Minuto 35’: Udine in controllo sufficiente e avanti 74-66. E tutto cambia. Break di 12-2 con “Titan” Fantoni, poi fallo di Powell su tiro da 3 di Ganeto. Prime crepe nel muro friulano. Amici tira un colpo proibito allo stesso Ganeto, eccola lì la follia dell’ex. Così: 5 liberi Ganeto. Poi tripla assurda di Liberati. Si accende quella scintilla che era mancata per 38’. Primo vantaggio Bondi: 78-77 a -2’38”.

Delirio. Udine forzicchia invece di andare con sicurezza su Powell o liberare Pinton. Fantoni imbuca il “+3”. Impatta Powell: 80-80, mancano 52”. Campbell sbaglia da tre, ma poi stoppa Powell. E Swann insacca (82-80 sarà il paniere decisivo). Adrenalina. Simpson forza e sbaglia, fallo su Swann a 20” dalla sirena. Dai, è vinta. Come no: Isaiah sbaglia tutti e due i liberi. Era gara da trincea, si sapeva. Però così è troppo. E come sovente accade, gli dei dal basket puniscono chi ha avuto e poi rovesciato per strada. L’implacabile Pinton manda sul ferro la tripla del sorpasso. Ma siccome non è mai finita finché non è finita, sul “cuoio” conteso la freccia ridà palla a Udine. Ancora da tra, stavolta Simpson: ancora ferro. E poi basta. Rimbalzo di Fantoni e sì, va ripetuto: delirio. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google