Baltur, tutte le buone ragioni per credere nella salvezza
Dopo mille traversie, coach Bechi ha a disposizione una squadra competitiva La permanenza in A2 non è più una chimera, a patto di tornare a vincere
CENTO. Professare ottimismo in ottica salvezza in casa Baltur, al culmine di una serie infinita (9) di sconfitte consecutive, e alla luce dell’ultimo posto in classifica occupato in solitudine da ormai troppe settimane, può sembrare esercizio di pura follia. Eppure... Analizzando con più attenzione la situazione in casa centese, e complessivamente di tutta la zona “calda”, di motivi per avere fiducia non ne mancano.
Paradossalmente, fra tutte le formazioni invischiate nella lotta per evitare la retrocessione diretta, ossia l’ultimo posto, la Baltur sembra essere l’unica in crescita di rendimento, rispetto a un gruppo di avversarie, che sembra giocare a chi spreca più occasioni per salutare la comitiva, e navigare in acque più tranquille. Quello appena disputato, poteva essere un turno da ko definitivo, per una Baltur impegnata in una sfida proibitiva. Invece, Jesi e Piacenza, sponda Bakery, che la sopravanzano di due lunghezze, affrontavano in casa propria e con il favore del pronostico due avversarie tutt’altro che proibitive: entrambe però, sono uscite sconfitte, mentre Benfatto e compagni, pur cedendo il passo alla Fortitudo, ne sono usciti con molte certezze in più.
LA SQUADRA C’È
Coach Luca Bechi nel post-partita ha affermato che ora la Baltur è una “squadra”. Affermazione importantissima, e veritiera, oltre che tangibile sotto ogni aspetto. Quella che affronterà questo sprint finale di stagione, sarà una Benedetto più solida rispetto al passato, con un quintetto affidabile e gerarchie ben delineate. Ora Bechi ha nelle mani una formazione sì con alcuni limiti, ma, sulla carta, in grado assolutamente di effettuare il sorpasso all’ultima curva di chi la precede in classifica.
Dove far leva per essere ottimisti? Sicuramente su una coppia di americani di sicuro valore. Scontata, con esiti devastanti per la Baltur, la lungodegenza, ora White è tornato sui suoi livelli di rendimento e, soprattutto, sembra essere consapevole di dover essere lui a prendere per mano il resto del gruppo e condurlo al traguardo. Al suo fianco ora viene schierato un altro americano di livello importante, Tyshawn Taylor, che, dopo un paio di partite di rodaggio, sta dimostrando di essere un’arma carica e da sfruttare in questo rush finale. Gasparin e Chiumenti, gli unici due ad aver tirato il carretto per tutta la stagione, sono ora in debito d’ossigeno, ma se la guardia già contro la Fortitudo ha dimostrato di essere tornata ai suoi importanti livelli, il pivot è chiamato a stringere i denti, poiché la sua capacità di lottare al limite del fischio arbitrale contro i lunghi avversari sarà determinante per dare il cambio sotto le plance a un capitan Benfatto finalmente diventato un fattore importante per i biancorossi. Il giovane Taflaj, responsabilizzato dal coach, deve saper tenere il campo da veterano e farsi sempre pronto e letale, com’è nelle sue corde, sugli scarichi dei compagni dall’arco dei tre punti.
Discorso a parte merita il play Moreno, finora deludente sotto ogni aspetto, ma troppo brutto per essere vero e rassegnato a concludere la stagione in modo così incolore. Se una dote va riconosciuta al cubano, è il temperamento: lecito, quindi, sperare in una sua impennata d’orgoglio in questa coda di stagione. Sarebbe l’ideale valore aggiunto per il quintetto centese.
IL CALENDARIO
Anche il calendario sembra tendere la mano, a condizione di riannodare subito il filo con la vittoria. Domenica prossima si dovrà rendere visita alla Pompea Mantova, con i virgiliani a difendere un posto nei playoff. Seguiranno poi due turni casalinghi consecutivi abbordabili, sempre sulla carta: prima con Imola, da domenica matematicamente salva ma a un respiro dalla post season, e poi lo scontro diretto con Jesi, nel quale ci si giocherà verosimilmente l’intera stagione e con la differenza canestri (-9) da ribaltare. Da evitare assolutamente l’obbligo di cercare punti nell’ultima di campionato in casa di una Verona ulteriormente rinforzata.
I TIFOSI
Sarebbe paradossale, per Cento, salutare l’agognata serie A, inseguita e più volte sfiorata in passato, dopo appena una stagione. Soprattutto rimarrebbe l’amarezza di aver sprecato troppe occasioni a metà stagione, contro avversarie decisamente alla portata, e la consapevolezza che gli errori compiuti e lo scotto del noviziato, sarebbero diventati importantissima esperienza della quale far tesoro per il futuro. Tutte queste paure potranno essere cancellate dalle prossime tre partite, che andranno vissute in apnea. Coach Luca Bechi, al termine della partita domenica scorsa, più o meno sommessamente ha chiesto aiuto ai tifosi, che mai hanno abbandonato i colori biancorossi, perché domenica prossima a Mantova davvero Cento si gioca una grossa fetta di serie A. –
Giuseppe Celeghini
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