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Foiera torna sul parquet dei sogni «Lì ho vissuto i miei anni d’oro»

Lorenzo Montanari

Il grande ex del Club sabato sera rimette piede a Ferrara: sfiderà la SBF per il torneo di serie D Il 44enne romagnolo gioca nel Bellaria e sta lottando per centrare un altro salto di categoria 

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il personaggio

Da avversario, l’ultima volta, è sbarcato con Rimini nell’ultimo anno di Basket Club (primavera 2011). Poi da spettatore, l’anno della B2, nella prima stagione di Fabio Bulgarelli. Adesso Charlie Foiera, classe 1975, è uno dei leader di Bellaria e sabato sera (ore 21) farà ritorno all’MF Palace per affrontare in una gara di vertice la Scuola Basket Ferrara: quart’ultima giornata del campionato di Serie D.

Foiera, da uno a dieci quanto è emozionato di ritornare a Ferrara?

«Anzitutto dico che, da povero vecchietto, sto bene: sono contento, è bello ritornare in un posto dove ho lasciato il cuore. A Ferrara sono stato cinque anni e mezzo, non si dimenticano: c’è poco da dire e da fare. La mia famiglia ha un ottimo ricordo di Ferrara».

Anni belli e meno belli, ma che restano dentro...

«Anni brutti con gli spareggi per evitare di retrocedere, anni medi dove, non spendendo tanto, abbiamo comunque fatto bene».

E gli anni belli?

«Anni d’oro, direi: abbiamo centrato la promozione in A1. Dopo di che me ne sono andato per scelta mia, ho deciso di non fare la massima serie. I ricordi sono bellissimi».

Da quanti anni non ritorna?

«Ero a Rimini, a Ferrara c’era Martelossi in panca: è stato l’ultimo anno di Basket Club. La mia ultima a Ferrara da giocatore fu quella, dopo di che venni a vedere una gara dei play off di B2, quando a Ferrara c’erano Ferri e Benfatto».

A maggior ragione, ritornare le farà un effetto particolare.

«Assolutamente sì, della gente e delle vittorie ho bellissimi ricordi: per me sarà emozionante».

Segue le vicende della Bondi?

«Certo, seguo le squadre dove ho lasciato un pezzo di cuore. Il Kleb aveva avuto un inizio interessante, dopo di che c’è stato un attimo di baratro con diverse battute d’arresto consecutive che hanno portato all’ultimo posto della classifica. Vedo che c’è sempre una grande passione, a maggior ragione adesso con i ritrovati successi; bellissima cosa, come il fatto che c’è sempre tanto movimento attorno alla squadra: arde il fuoco e basta un attimo per incendiare il palazzo».

«È bello seguire Ferrara anche per alcune persone, come il “Baffo” Mandosso e Ciano Farinella. Faccio il tifo per la Bondi: a Ferrara c’è tradizione, nonostante il fatto che la Spal è in A e può portare via delle risorse. Il basket, nonostante questo, è sempre seguito».

E Cento?

«Dal di fuori ho visto che a Cento c’è stata molta confusione. Aveva fatto un mercato davvero super acquistando White, Chiumenti e Moreno, all’inizio sembravano soldi spesi bene per giocatori di assoluto valore. Ma spendere molto non sempre è sinonimo di vittorie, la chimica di squadra è fondamentale. Evidentemente c’è stato qualche problema, nonostante l’incredibile passione che c’è a Cento, piazza che spero si salvi. Io faccio il tifo per lo spettacolo e perché la Baltur si salvi».

E lei, a Bellaria, quanto si diverte?

«Avevo detto che, se l’anno passato mi fossi salvato, avrei smesso. Invece in 25 anni di carriera è la prima volta che sono retrocesso, così ho deciso di non smettere e mi sono imbarcato in questa avventura a Bellaria. A parte le ultime due sconfitte è un anno molto positivo; abbiamo avuto qualche guaio fisico, ma la società è molto ambiziosa, cerca di pensare in grande: se riusciremo ad arrivare primi, saremo promossi, altrimenti avremo il primo posto nella griglia dei play off da sfruttare. Io al mattino lavoro, nel pomeriggio sono a Cesena con i bimbi per il basket. Faccio troppe cose, ma mi diverto, devo ammetterlo». —

Lorenzo Montanari

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