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Spal, manciate di coraggio e voglia di lottare. Arriva una Lazio che ha il passo della padrona

Marco Nagliati
Spal, manciate di coraggio e voglia di lottare. Arriva una Lazio che ha il passo della padrona

Al Mazza alle 21 turno infrasettimanale contro una big: negli ultimi due mesi i biancocelesti vincono come la Juventus

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In principio fu storia. Poi venne il diluvio. Stasera (ore 21) stelle e riflettori puntati sul Mazza, perché negli ultimi due anni tra Spal e Lazio la noia è stata bandita. Il primo post-it è stato di pura beatitudine per i biancazzurri di mister Semplici: 20 agosto 2017, storico ritorno in Serie A per Ferrara. Debutto all’Olimpico, contro una Lazio che aveva appena vinto la Supercoppa italiana surclassando la Juventus. Finì 0-0 e in casa estense zuccherosa fu la notte romana. In seguito, la Spal ha pagato con gli interessi quel punto artigliato nel territorio dell’aquila Olimpia.

Pioggia di gol. Nel ritorno infatti pokerissimo biancoceleste (5-2) con poker personale di iradiddio Immobile. Nel match d’andata dell’attuale campionato altra pioggia di reti (4 a 1) con doppietta di bomber Ciro. Nove chicchi di grandine e sconfitte pesantucce. A novembre, peraltro, i ragazzi di Semplici erano pure reduci dal rovinoso rovescio interno col Frosinone. Stasera, l’appuntamento di ritorno con i laziali, parte su basi meno ruvide. Il trittico laziale (inteso come regione) ha accarezzato la classifica spallina: Roma abbattuta e ritorno al successo interno dopo sei mesi, domenica Frosinone stregato e tre punti d’oro in saccoccia. Ecco, grazie alle “cugine” della Lazio, oggi la Spal può affrontare l’aquila biancoceleste con minore angoscia.

Oh, chiaro: il percorso salvezza è ancora lungo e spigoloso, però la Spal s’è guadagnata un sospiro in più. Indispensabile per uscire sufficientemente viva da questo turno infrasettimanale.

On fire. Negli ultimi due mesi, la Lazio di Simone Inzaghi ha tenuto il passo della Juventus: in altre parole è da scudetto. Fino a gennaio soffriva i big match, mentre demoliva tutte le piccole. Adesso i biancocelesti portano a casa anche le sfide dirette (vedi derby e domenica il sacco a casa Inter), quindi la classifica sta diventando come una vetrina di Tiffany: scintillante. Altroché posto Europa League, la Lazio punta dritta ad un pass per la prossima Champions. Inzaghi ha varcato il Rubicone tattico, l’ultimo freno tolto di fronte al rettilineo: in campo tutte le stelle per un calcio potente e di qualità. Milinkovic e Luis Alberto sulla linea di centrocampo ma con licenza di avvicinarsi all’area, giocando tra le linee. Aspetto tattico che la Spal, da sempre, soffre terribilmente. In area due punte che non danno punti di riferimento. Stasera al fianco di Immobile ci sarà Caicedo, perché Correa non è al top. Contro questo avversario on fire, in pieno fuoco di entusiasmo, dovrà battersi la Spal.

L’armata. Loro fisici e tecnici, alti e veloci. Mister Easy sa che deve rimpolpare di energie la sua Spal, pur vincente a Frosinone. Bella e gagliarda con la Roma, bruttina e con la sorte amica in Ciociaria. E sono proprio le vittorie “sporche” quelle che scompaginano l’ordine precostituito. Tre punti che hanno innervosito e stizzito chi dice di amare il bel gioco ma poi perde e rischia. Tipo l’Empoli, attualmente terzultimo. «Frosinone-Spal mi sembrava un anticipo di serie B» ha sibilato il presidente toscano Corsi. Al momento i biancazzurri hanno 4 punti di vantaggio e vediamo come se la caverà oggi l’Empoli col Napoli.

Tattica. Intanto, come può cavarsela Semplici con la Lazio? Mettendola sulla corsa e sul tackle: linee strette e ripartenze. Serve gamba, per questo il turnover è indispensabile. E siccome le alternative quest’anno non mancano, diventa esercizio da indovini capire le mosse spalline. Due, comunque, appaiono le certezze: Lazzari stantuffo a destra e Petagna colosso in avanti a battersi con Acerbi e Bastos. Probabile anche la conferma di Fares, che gioca tanto e spende molto ma è giovane e il recupero diventa rapido. In mezzo serve diga, quindi difficile rinunciare a Missiroli e stavolta - forse - meglio meno qualità e leggerezza (quella di Murgia, peraltro ex) a favore della robusta furbizia di Schiattarella. Riposerà Kurtic e la verve di Valoti può aiutare. Dietro l’atletismo di Bonifazi appare irrinunciabile, poi ampia possibilità di scelta: Felipe pare favorito su Regini, Vicari gasato dal gol dello Stirpe può essere avviato alla riconferma. Ad ogni modo, quello che farà davvero la differenza sarà lo spirito. Questa Lazio è un treno, se la Spal sta molle saranno guai. —




 

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