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Bondi, prima le guarigioni e la salvezza Baltur con due jolly da giocarsi subito

Sergio Armanino

Basket serie A2. Nella volata di fine stagione regolare s’intrecciano gli obiettivi di tutte le squadre 

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L’ANALISI



FERRARA. L’unica certezza assoluta è che la Fortitudo l’anno prossimo giocherà in serie A. Mancano appena tre giornate al termine della stagione regolare e il solo fattore di squilibrio nel girone Est di A2, appunto l’Aquila bolognese, vera e propria armata costruita per ritornare dopo 10 lunghi anni nella massima categoria, consegna alla storia la sentenza matematica, riportando sotto le due torri la scritta “Basket City”. E potrebbe, chissà, continuare a essere fattore destabilizzante della stagione regolare, ma in ben altro senso: appagata dal traguardo raggiunto con largo anticipo e davanti ai propri tifosi festanti, la Lavoropiù potrebbe anche tirare i remi in barca, in maniera consapevole o meno, condizionando altri verdetti.

POCHE CERTEZZE

Le altre sentenze sono relative e riguardano la qualificazione ai playoff: Treviso, Montegranaro, Verona e Udine sono le prime quattro ad avere certezza della post season, ma non della posizione di griglia tutt’altro che scontata. L’ordine attuale è talmente instabile da essere soggetto a mutare con un refolo di vento e, con il trascorrere dei turni, qualcuno potrebbe anche fare calcoli per scegliersi l’avversario nella prima serie della post season, i quarti di finale, ovvero giocare “alla morte” anche l’ultimo scontro, sempre con il medesimo obiettivo.

Dalla posizione numero sei in giù scompaiono le certezze. Persino Forlì non è ancora sicura di partecipare alla seconda fase del campionato: tutte le concorrenti dirette possono sorpassarla e scalzarla, non avendo scontri diretti fra loro, financo l’Assigeco Piacenza, che con i romagnoli ha lo scontro diretto a favore. È il caso limite: in mezzo, ancora tutto in discussione, fra qualificazione ai playoff e posizione dalla quale iniziarli.

Tutto questo riguarda, e affatto marginalmente, anche Bondi Ferrara e Baltur Cento, sebbene in termini molto differenti. Tutta colpa di una classifica corta, troppo corta in tutte le sue fasce.

TRA SOGNO E INFORTUNI

I cittadini di coach Spiro Leka hanno messo la testa fuori dal tugurio: ora vogliono cavarne anche le gambe. Per carità, potrebbero già bastare i punti conquistati sin qui per evitare inferno e purgatorio, ma non c’è da farci affidamento. Un successo nei prossimi tre turni dovrebbe essere sufficiente anche a sconfiggere ogni calcolo e possibile arrivo alla pari, due ne darebbero la certezza, tre potrebbero aprire scenari di tutt’altro genere. Sì, perché la Bondi se la vedrà proprio con le squadre borderline, ossia sull’orlo della qualificazione alla post season, ovvero condannabili alla permanenza in quella zona grigia che significa salvezza e nulla più. Che dire a Fantoni e compagni? Stupiteci! Intanto, però, c’è il match ball interno con i piacentini di domenica prossima: i sogni rinviamoli a metà mese e, intanto, rassicurateci... A iniziare dall’infermeria: a Campbell, con una caviglia malconcia ma in ripresa, ieri si è aggiunto Fantoni, con una lieve contrattura al polpaccio sinistro.

CENTO... DI QUESTE SFIDE

L’aria si fa più pesante, quando ci si sposta all’ombra del Guercino. La Baltur, però, è tornata a essere padrona del proprio destino: con la vittoria a Mantova - magari non splendida, ma dal peso specifico inestimabile - i biancorossi sono in corsa per due obiettivi. Nell’ordine, la squadra di coach Luca Bechi può conquistare i playout, ossia schivare all’ultima curva la condanna della retrocessione diretta, o, addirittura, lasciarsi alle spalle ogni tristezza e raddrizzare una stagione iniziata splendidamente e poi diventata maledetta, ma che ora sembra volerle concedere la prova d’appello.

Per la matricola, due match casalinghi consecutivi su cui scommettere molto e, tutto sommato, abbordabili, sebbene con avversari motivatissimi: Imola si gioca ancora la qualificazione ai playoff, con Jesi sarà il match della vita per entrambe. Quattro punti potrebbero bastare persino a evitare i playout, ma non è escluso che servano tutti e sei gli ultimi in palio: alla giornata numero 30 a Verona, con gli scaligeri magari già certi della posizione in griglia playoff, la sfida non sarebbe persa in partenza e, in ogni caso, da affrontare come un assalto all’arma bianca. —

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