Spal, scatto salvezza Nel girone di ritorno momenti di gloria A Cagliari è spareggio
Decisive le ultime tre vittorie di fila. Non accadeva dal 67/68 Contro la Lazio un capolavoro collettivo. E ora c’è battaglia
Gli scaramantici sono liberi di toccare ogni sorta di metalli, compresi quelli... umani. Per trovare traccia di tre vittorie consecutive della Spal in serie A bisogna risalire alla stagione 1967/68: 1-0 al Cagliari, 1-0 a Mantova e ancora 1-0, all’Atalanta. Come finì? Con la retrocessione in B...
presupposti
Adesso, sia detto, i presupposti sembrano ben diversi. Nel senso che la salvezza non è certo in tasca, che ci sarà da battagliare a lungo, che la bagarre per evitare il terzultimo posto è notevole. Ma il filotto biancazzurro (2-1 alla Roma, 1-0 a Frosinone, 1-0 alla Lazio) è arrivato con provvidenziale tempismo e non solo ha mantenuto la Spal fuori dalla zona-retrocessione (mai occupata in tutta l’annata) ma ne ha anche rafforzato la posizione in termini di vantaggio su alcune delle dirette concorrenti. Non è tutto. Adesso sono state “tirate dentro” pure Genoa, Cagliari e Parma, che se fino ad un paio di settimane fa pensavano di essere abbondantemente in zone sicure, ora non possono non preoccuparsi. E seriamente. Hanno appena un punto di vantaggio sulla Spal, che dietro di sè tiene Udinese, Empoli e Bologna (oltre a Frosinone e Chievo). E, soprattutto, si sono infilate in un tunnel nero. Il discorso vale soprattutto per il Genoa ed il Parma. I rossoblù nelle ultime sei giornate hanno rimediato tre sconfitte, due pareggi ed una vittoria: 5 punti, media 0,83 a gara. Addirittura peggio, molto peggio, sta facendo il Parma: nelle ultime otto gare, una vittoria (col Genoa...), un pareggio, sei sconfitte, 20 gol incassati, 4 punti conquistati su 24 disponibili, media 0,5 a partita.
ruolino di marcia
Tornando alla Spal, che interessa prioritariamente. Nelle undici partite del girone di ritorno ha incamerato 15 punti, media 1,36 a match. E, soprattutto, ha saputo venir fuori dalla fase buia (2 punti in sei partite dal Torino all’Inter), facendolo nel momento più opportuno ed in coincidenza di un calendario non comodo con Roma e Lazio – squadre da obiettivo Champions – in casa e la trasferta di Frosinone. I biancazzurri non hanno guardato in faccia a nessuno, hanno trattato in maniera identica le tre laziali, ed hanno fatto il pieno. Gare dai contenuti diversi, al di là dell’identica fondamentale importanza dei risultati finali. Passiva e difensiva nel confronto di mezzo, quello di Frosinone, scintillante e conquistatrice contro Roma e Lazio. Diremmo addirittura esaltante, per come ha interpretato le gare con le capitoline, per come ha cercato i successi (centrati e sacrosanti). Da incorniciare la prestazione dell’altra sera contro la Lazio, reduce - è bene ricordarlo - dal colpo nella Milano interista. Eppure, tra le due, la squadra da Champions è sembrata la Spal, non l’Aquila.
notte magica
Cinque-dieci non facili minuti iniziali, poi una frazione di evidente superiorità iniziata a delinearsi quando la squadra ha avanzato il baricentro andando a pressare già i difensori avversari. Organizzazione e azioni, manovre articolate come contropiedi, gol sfiorato (in particolare da un super Floccari, ma anche da Fares). Ripresa prima attenta poi di pericoloso arretramento, per poi ritrovare slancio, energie, perfetta occupazione del terreno, fino all’evidente rigore trasformato da bomber Petagna, senza dimenticare che Strakosha in precedenza aveva ancora dovuto dire no a Fares. Notte magica, una delle migliori Spal degli ultimi due anni.
E adesso? C’è da pedalare. Scontro diretto già alle porte, domenica a Cagliari. Altro snodo cruciale. Ma non solo per la Spal, pure per i sardi. Benone così. —
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