Leka senza freni: un mezzo miracolo realizzato di gruppo
Il coach aveva preso la squadra ultima E senza infortuni si poteva anche sognare
l’intervista
E’ stata una settimana dura da sostenere. La tensione dell’attesa, i problemi della vigilia e poi quaranta minuti intensi, punteggiati di grande pathos, prima dell’epilogo finale che ha liberato la soddisfazione per aver raggiunto un obiettivo che sembrava così distante fino a poco tempo fa. In sala stampa Spiro Leka è un fiume in piena e le sue parole trasmettono la stessa passione che ha diffuso nel Kleb.
dove eravamo
«La prima cosa che mi viene in mente è pensare a dove eravamo il 28 gennaio scorso, quando ho preso in mano la squadra. Ora abbiamo raggiunto la salvezza ed è un grande obiettivo per tutti. Abbiamo fatto un mezzo miracolo sportivo, perché risollevarsi da quella situazione era davvero difficile. Quando sei ultimo in classifica tutto ti gira contro. Perdi la fiducia, ogni ostacolo sembra insormontabile e ogni cosa è pesante da sostenere. Ma questo gruppo, questa società, tutto lo staff tecnico è fatto da persone di grandi qualità umane, al di sopra della media. Io sono solo la punta dell’iceberg, ma tutti hanno dato il loro contributo per raggiungere la salvezza. Questo è il posto ideale per lavorare, per molte ragioni. Mi sono sentito accolto nel migliore dei modi e supportato in ogni momento. E dico di più, se non avessimo avuto qualche infortunio di troppo ora staremo parlando di un sogno totalmente diverso».
In effetti con due vittorie in più la Bondi ora sarebbe in piena zona play off.
il rispetto
La salvezza anticipata è però un risultato di tutto rispetto. «Anche nelle difficoltà tutti hanno fatto ciò che dovevano. I ragazzi, prima di tutto, che hanno affrontato ogni squadra alla pari, dando tutto. Dal primo momento in cui sono arrivato esisteva una sola parola nello spogliatoio: noi. Non c’era il singolo, ma il gruppo. E gli eroi sono stati i ragazzi. Iniziando dagli americani, che hanno compreso il loro ruolo e non si sono mai tirati indietro. Abbiamo due americani super, così come il gruppo degli italiani e i giovani. Sono riuscito a trasmettere loro entusiasmo ed energia. Siamo stati bravi a ribaltare le cose quando nulla andava bene».
«Ci siamo salvati - conclude Leka - perché abbiamo imparato a soffrire. E perché siamo un gruppo con dei valori. E anche contro Piacenza l’abbiamo dimostrato. Senza Fantoni c’è stato Molinaro che ha fatto una grande partita e tutti hanno dato il loro contributo. Peccato che il campionato non inizi adesso perché ci saremmo potuti togliere tante soddisfazioni. Ora pensiamo a recuperare gli infortunati. Ferrara è un posto dove si possono raggiungere risultati importanti». —
Mauro Cavina
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