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Spal, un ko che non deve fare male

Alessio Duatti
Spal, un ko che non deve fare male

La sconfitta a Cagliari maturata per una serie di concause C’è tempo per recuperare energie fisiche e mentali

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FERRARA. Nel calcio giocato ci sono fattori e variabili che spesso si rivelano determinati. La stanchezza, i rispettivi incastri di calendario in questo fitto periodo d’impegni, la trasferta più o meno lunga e disagevole sono sicuramente cose di cui tenere conto per analizzare la sconfitta della Spal in terra sarda contro il Cagliari.

Certo, non possiamo fermarci a questi dettagli, perché comunque qualcosa di più si sarebbe potuto e dovuto fare da parte dei biancazzurri, oltre al fatto che l’episodio per impattare il match sul 2-2 la Spal era stata capace di crearselo con l’ingresso di Petagna, calciatore sempre più indispensabile nella rosa spallina, ma domenica meno freddo del solito al momento di colpire la preda avversaria.

RIMANERE SUL PEZZO

La partita contro il Cagliari non deve certo portare alla perdita di quelle importanti certezze che la squadra di mister Semplici era stata capace di costruirsi dopo la sconfitta a San Siro con l’ Inter (2-0 lo scorso 10 marzo). La personalità, il coraggio, la compattezza, l’organizzazione e la voglia di lottare non possono essere accantonate dopo una caduta, probabilmente meritata, ma per certi versi anche episodica. Siamo convinti che la Spal saprà di certo voltar pagina, con la consapevolezza di aggredire il traguardo proprio nel match del sabato di Pasqua contro l’Empoli, previo illustre appuntamento di sabato.

Juve nel mirino, dunque, ma con la preventiva necessità di recuperare energie fisiche e mentali, messe a dura prova dal recente, ma redditizio, tour de force.

SCARICO E RIPOSO

Dopo la seduta di scarico svolta ieri agli ordini di Andrea Consumi (mister Semplici si trovava a Milano con Vicari per l’incontro con i vertici arbitrali), i giocatori estensi oggi godranno di una bella giornata di riposo: buona occasione per stare con le proprie famiglie, staccando un attimo la spina prima dell’obbligatorio “Mode On” da schiacciare domani, quando in via Copparo sarà in programma la classica doppia seduta di metà settimana.

DIFENSORI COMBATTIVI

Bonifazi, Vicari e Felipe alla Sardegna Arena si sono cimentati nella difficile battaglia aerea contro Pavoletti e compagni, disputando un match tutto sommato onesto, ma soffrendo (come del resto tutta la squadra) nei due quarti d’ora iniziali.

Opposte, invece, le prestazioni degli esterni Fares e Dickmann. La sensazione è che il mancino algerino sia diventato qualcosa di fondamentale, capace di mettere a disposizione tutta la sua forza atletica, con la mente sgombra dalle remore d’inizio anno. L’ex Novara, invece, continua a faticare, ma soprattutto a reggere il livello della massima serie. Ancora una volta in questo campionato la ricerca del “sostituto” di Lazzari è stata un problema. Volenterosa la prestazione di Schiattarella (buona anche la gamba), mentre Missiroli e Kurtic sono apparsi stanchi e spremuti.

Davanti, Antenucci si è ben disimpegnato nella battaglia, mentre Paloschi, che comunque non ha fatto mancare il suo impegno, si è rivelato piuttosto impreciso dal punto di vista tecnico, giocando sempre spalle alla porta. Un Petagna riposato avrebbe di certo fatto comodo dal primo minuto, al cospetto di una retroguardia ballerina come quella dei rossoblù di Maran.

VERSO L’OBIETTIVO

Peccato, perché il margine per poter salire almeno a quota 33 ci sarebbe stato. Così come la famosa “prestazione”, citata a chiare lettere da Semplici nel post match, che si è dichiarato insoddisfatto soltanto degli zeri punti conseguiti. Il morale della truppa rimanga alto, perché la Spal non esce assolutamente ridimensionata dalla trasferta sarda. La strada è tracciata da settimane, l’obiettivo è lì alla portata, ma per centrarlo serviranno ancora un paio di sforzi. Con la stessa voglia e lo stesso entusiasmo generati dalle vittorie contro le tre squadre laziali, per far sì che quello di Cagliari sia stato solo un passo falso dettato dalla stanchezza. —

Alessio Duatti

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