Pierobon “salva” la Spal «Allegri un predestinato ma sabato ci sta il pari Moncini? Straordinario»
L’ex portierone nel 2004/2005 a Ferrara ha avuto l’attuale mister della Juventus e guarda con interesse al match del “Mazza”
l’intervista
Andrea Pierobon, ex mitico portiere della Spal dal 1997 al 2005, è a Coverciano, impegnato al “supercorso” allenatori. Per tre giorni alla settimana studia da grande, parallelamente all’impegno di preparatore dei portieri del suo Cittadella, che insegue un posto play off per giocarsi la serie A. “Piero” continua a seguire da vicino la Spal, e la partita di sabato non lo lascia indifferente, perchè il confronto sarà quello con la Juventus guidata da Max Allegri che di fatto iniziò la carriera professionistica allenando la Spal di Pierobon nel 2004/2005.
Pierobon, che partita sarà quella dei biancazzurri contro la Juventus?
«Dire difficile è fin troppo ovvio, banale. Ma ho visto la Spal sia contro la Roma che con la Lazio, e se anche sabato saprà giocare in quel modo allora potrà mettere in difficoltà la Juve. Sarà fondamentale vedere come nascerà la partita: i biancazzurri dovranno essere concentrati al... 110%».
Il match di sabato per la Juventus sarà “schiacciato” tra i due confronti di Champions con l’Ajax, quello di questa sera ed il ritorno di martedì. A Ferrara potrà essere... molli?
«Non credo, pur se il peso del doppio confronto europeo sarà una discriminante notevole. Da oggi a martedì la Juve vivrà sicuramente una settimana particolare, però non dimentichiamo due cose: i bianconeri hanno la possibilità di conquistare matematicamente lo scudetto proprio grazie alla partita con la Spal. Inoltre, la Juventus è sempre la Juventus, ha una mentalità - trasmessa dall’ambiente, dall’allenatore, dai propri campioni - per cui gioca sempre e solo per vincere. Ma, ripeto: questa volta molto dipenderà dall’approccio della Spal. E magari dal fatto che, per una volta o... come l’anno scorso, il pareggio non creerebbe disagi alla Juve».
Allegri celebrerà il suo quinto scudetto consecutivo alla guida dei bianconeri. Lei nel 2004 gli avrebbe pronosticato un simile apice?
«Io all’epoca coglievo in Max personalità e concetti importanti. Che potesse arrivare a questi livelli, quello magari non l’avrei detto. Ma ha avuto una maturazione importante, e credo che l’esperienza di Ferrara gli sia servita molto per avviare il suo percorso. Di certo aveva la predisposizione per diventare un grande».
Che rapporto avete avuto?
«La società viveva grossi problemi. Allegri aveva appena smesso di giocare e capiva le dinamiche del gruppo. Faceva star bene la squadra, e tutti lo seguivano e gli volevano bene. Con lui ho avuto un rapporto splendido. Eravamo coetanei, potevo dargli del tu».
La Spal si salverà?
«Ha perso a Cagliari ma le precedenti tre vittorie di fila hanno rappresentato uno step importante. Ha un margine che le può consentire di sbagliare ancora qualcosina, mentre l’Empoli non potrà permettersi margine di errore».
A Cittadella sta facendo faville Moncini, arrivato a gennaio in prestito dalla Spal. Impressioni?
«Per lui parlano i numeri, ha già segnato 9 gol, ha i colpi dell’uomo d’area, un grande fiuto della rete. Si è calato benissimo nella nostra realtà, lo volevano tutti ma è stato bravo a scegliere il club che più avrebbe potuto valorizzarlo. È stato convocato nell’Under 21. Per la Spal è un patrimonio, credo che dandogliene la possibilità potrà far bene anche in serie A: chi segna in B li fa anche in A. Ma spero che possa restare da noi...». —
P.N.
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