La Baltur assalta Jesi con un Gasparin “americano” aggiunto «Ci giochiamo tutto»
Serie A2. L’esterno biancorosso e lo spareggio-salvezza La ricetta per domenica: limitare Rice e non lasciarli correre
CENTO. Cento-Jesi vale come una finale. Non è un “dentro o fuori”, perché non è l’ultima di campionato, ma comunque la penultima e i due punti in palio sono pesantissimi, come lo sarà la differenza canestri con cui la Baltur dovesse vincere la partita: si parte dal -9 dell’andata. Da allora, però, tanto è cambiato, sia a Cento sia a Jesi, e - con nuovi assetti e nuovi stranieri - ultimamente si sono svegliate, vincendo due partite di fila a testa. A conferma di come entrambe puntino ancora apertamente alla salvezza, anche diretta, senza passare dai playout.
In città c’è fermento. La posta in palio vale tanto quanto a Montecatini, dove la serie A fu conquistata: ora va mantenuta. La squadra sta preparando la partita con attenzione, nei minimi dettagli, com’è stato fatto per Mantova prima e per Imola poi. È uno spareggio tra due squadre in salute, ma Cento e Jesi giocano una pallacanestro diversa: più ragionata la Baltur, più garibaldina Jesi.
LE CARTE AL MATCH
Fa le carte alla partita Giovanni Gasparin, tornato in gran forma proprio sul più bello. Pronto a recitare da protagonista, da “terzo americano”, come lo ha definito il compagno di squadra Moreno, anche nella super sfida di domenica, che tutta Cento aspetta con trepidazione: «Stiamo preparandola come le altre volte, nessuna differenza - attacca il play/guardia biancorosso -, con molta attenzione, magari un po’ più di tensione, perché ci si gioca tanto. Sento anche parlare di calcoli, noi però pensiamo a prepararla bene, pensiamo a vincerla e basta. Ai calcoli vari ci pensiamo poi. Jesi me la ricordo bene, all’andata dopo il primo quarto prese subito un vantaggio importante, quasi 20 punti. Noi abbiamo recuperato parte del passivo nel finale. È una squadra che gioca molto con la palla, si prende tanti tiri, anche da tre punti. I due americani (tutti e due cambiati rispetto all’andata) tengono molto la palla: Rice lo ricordo a Ravenna lo scorso anno, è una guardia molto fisica e quest’anno sta tirando bene anche da tre punti. Non possiamo permetterci di lasciare a Jesi i loro ritmi, non devono correre come vorranno, fa parte del loro modo di giocare. Vengono da una partita in cui hanno segnato 111 punti; è vero, subiscono parecchio, ma è il loro gioco. Secondo me l’inizio di partita sarà un po’ particolare, si affrontano due squadre reduci da due vittorie, in gas, ci sarà molta attenzione a non far scappare l’avversario».
«C’È BISOGNO DI TUTTI»
A tre giorni di distanza Gasparin si sente già nella partita. L’ambiente sarà caldo, più di quanto lo è stato con Imola: «Domenica si vince mettendoci tanta energia, su ogni palla - continua il veneto citando il concetto tanto in voga nel basket di oggi -, spero che il palazzo sia pieno e possa spingerci, trascinarci. Come domenica scorsa. È una finale, c’è bisogno di tutti. Questa è una di quelle partite belle da giocare, c’è tanto in palio. Io spero di poter giocare come sto facendo, ce la metterò tutta: andiamo in campo, vinciamola senza pensare a niente. Poi, alla fine tireremo le somme».
L’americano aggiunto della Baltur di candida a trascinatore. L’uomo squadra chiama a raccolta i tifosi per spingere la Baltur verso l’obiettivo. Non sarà una partita normale tra due squadre di bassa classifica, sarà l’occasione per rialzarsi e cambiare le sorti un’intera stagione. E se le cose andassero in un certo modo, la Baltur potrebbe anche dire addio alla retrocessione diretta. —
Simone Gagliardi
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google