Leka: «Bravi lo stesso Anche senza punti è come una vittoria»
Il coach ha solo complimenti per i giocatori Apprezza spirito e qualità messe in campo
spogliatoi
«E’ stata una vittoria senza punti».
A fine gara coach Spiro Leka ha rivolto applausi più che meritati alla sua Bondi.
eccezionali
Bravissimi, i biancazzurri, che escono moralmente vincitori dal Pala Maggetti.
«Siamo venuti qui acciaccati - dice il coach biancazzurro -, abbiamo perso qualcuno nel riscaldamento, ho chiesto agli altri di fare gli straordinari. Conoscendo i miei ragazzi dico che sono stati eccezionali, anche come giocatori: in campo danno l’anima. Dovevamo provare in sei, lamentarsi non mi è mai piaciuto, dovevamo andare dritti a fare la nostra gara, contro chi in casa è fortissimo. Dovevamo come prima cosa gestire il ritmo, no palle perse regalate, cercando di giocare a lungo a metà campo, come abbiamo fatto, trovando dei tiri aperti. Nell’ultimo quarto purtroppo abbiamo avuto con Buffo alcuni tiri aperti ben costruiti, ma non li abbiamo messi. E loro sono stati bravi a tirare giù qualche rimbalzo».
Leka fa una pausa, poi riprende: «Per me questa è come una vittoria morale senza punti. Sono orgoglioso dei miei ragazzi. Ci abbiamo provato, usciamo a testa alta, dico grazie ai nostri tifosi, che sono venuti da Ferrara e mai ci hanno lasciati soli, ci hanno sempre sostenuto, anche quando eravamo ultimi a quota 10 punti in classifica. Usciamo a testa altissima, abbiamo stretto la mano a Roseto, che ha fatto una seconda fase del campionato davvero straordinario, con tutta la gioventù. Roseto è paragonabile a un team Ncaa, con Pierich vecchio marpione e tutti gli altri. Sono contento che c’è chi dà spazio ai giovani e va avanti. A noi dico bravi lo stesso».
il segreto del lavoro
Due parole sul rientro di Zampini: «Dovevo dargli spazio per fare un assaggio del campo. Da mesi aspettava di rientrare, ha anticipato i tempi, ha lavorato duramente, bisognava gestire la situazione, anche per non fargli prendere troppi rischi. Lui è bravo, ha talento, anche se io non sono mai contento, dico che deve lavorare ancora tanto, come del resto gli altri giovani. Non devono fare come gli altri italiani, che poi ritornano in campo solamente a Ferragosto: bisogna lavorare anche in estate, come faccio io con un certo Daniel Hackett. In Italia lo fanno in pochi: mentalità sbagliatissima, se uno vuole migliorare, deve farlo a bocce ferme, nessuno “nasce imparato”, chi capisce il segreto che deve lavorare tanto può entrare nel buco piccolo chiamato massima serie, altrimenti resta lì e si accontenta, con una mentalità sbagliata. Lavoro, lavoro e ancora lavoro: questo è il mio credo, la mentalità è questa». —
L.M.
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