Massei a tutto campo «Salvezza certa al 100% E a Lazzari ho detto che può crescere ancora»
Il più grande giocatore spallino di sempre sabato ha assistito alla gara con la Juve e ritiene la vittoria giusta e impermeabile alle polemiche
l’intervista
Per la Spal questo ed altro. Oscar Massei è tornato in Italia giovedì, dopo i mesi di sole nell’estate della sua Argentina, e già sabato era al “Paolo Mazza” per assistere alla partita della Spal contro la Juventus. Una giornata speciale per l’eterna icona biancazzurra.
Signor Massei, come va?
«Muy bien, muy bien... Sono a casa, adesso qui in Italia vivo a La Spezia, mia figlia si è trasferita qui per lavoro e sto con lei. Sabato a Ferrara invece ero con Rafael, mi ha accompagnato lui».
Ha assistito a una vittoria storica della Spal, eppure...
«Sì, so dove vuole arrivare: tutte le polemiche create da tanti per la formazione non titolare schierata dalla Juve. Senta: a noi i problemi degli altri non interessano. Il succo è che la Spal ha giocato meglio dei bianconeri ed ha meritato di vincere. La loro formazione era logica, semplicemente la partita è caduta in un momento favorevole per le circostanze, e la Spal è stata brava ad approfittarne».
L’Empoli, il Bologna, Cassano, tanti giornali... Critiche e accuse.
«Dicano ciò che vogliono. La Juventus ha presentato una squadra valida, ma ovviamente l’attenzione del club era tutta rivolta alla partita di Champions con l’Ajax, il campionato era ed è già vinto. Ognuno fa i propri interessi, le polemiche non hanno senso. La Spal è stata favorita dalle circostanze, ma la Juve ha regalato nulla. Nel primo tempo nessuno ha fatto niente, nella ripresa molto meglio la Spal: ha capito che c’era la possibilità di vincere ed è stata brava a coglierla».
Successo storico, l’unico precedente in tal senso era del 1957.
«Lo so bene. E mi creda: battere la Juve non è mai facile, per nessuno, in qualunque occasione. Glielo dico io che anche con l’Inter contro la Juventus ho perso quasi sempre».
Grande atmosfera al “Mazza”...
«Formidabile, formidabile. La Spal merita di restare in A, sempre. Lo merita per il suo pubblico, per questa gente straordinaria. Lo capii subito, quando arrivai nel 1959».
La Spal ha compiuto un gran passo verso la salvezza.
«Si salva, al 100%. Adesso non deve adagiarsi, ma la squadra c’è, gioca, è viva. Ha uno stile non paragonabile al nostro, a quello - intendo - della mia Spal che inseguiva la salvezza puntando su altre caratteristiche. Semplici ha sempre fatto giocare bene la sua formazione, sia in casa che in trasferta. La Spal ha tutto per restare in serie A».
Sabato la società le ha affidato il compito, assai ricco di significati, di premiare Lazzari per le 200 presenze in biancazzurro.
«E mi ha fatto molto piacere. Il ragazzo merita, per le sue qualità, per il suo spirito. Quando manca lui... manca parecchio. Gli auguro di fare strada. So che non era il momento più adatto, prima della partita, forse non mi ha nemmeno ascoltato, ma gli ho detto che ha 25 anni, la stessa età che avevo io quando arrivai alla Spal, quindi ha ampi margini di miglioramento. È un ragazzo intelligente, deve crescere un po’ nella visione di gioco».
Il futuro della Spal?
«La società sta facendo benissimo, non necessita delle mie opinioni. Mi auguro solo che, se ci sarà qualche partenza importante, si sappia pescare bene tra giovani e qualche “scarto” delle big che qui farebbe al caso. Per il resto, ho promesso che tornerò in occasione della gara col Milan, verrò a festeggiare». —
P.N.
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