La Nuova Ferrara

Sport

Palazzese, sfida salvezza «Ferrara è il mio cuore In Toscana per lavoro Sabato serve personalità»

P.N.
Palazzese, sfida salvezza «Ferrara è il mio cuore In Toscana per lavoro Sabato serve personalità»

L’ex ala destra ha giocato nella Spal ed ha allenato l’Empoli Era al “Mazza” per la gara con la Juve e lunedì ha visto in tv i rivali 

3 MINUTI DI LETTURA





l’intervista

Giuseppe Palazzese ha una particolarità. Ha giocato nella Spal ed ha allenato l’Empoli. E ancora: sabato scorso era al “Mazza” per assistere alla partita con la Juventus, e lunedì sera ha seguito davanti alla tv il match dei toscani a Bergamo con l’Atalanta. Dunque, nessuno meglio di lui è deputato a toccare i vari temi che precedono lo scontro diretto di sabato al “Castellani”.

Palazzese, intanto che Spal ha visto?

«Gioca discretamente, è viva, ha lo spirito giusto di chi deve salvarsi. Nel primo tempo non è stata brillante, si aveva l’impressione che non avrebbe mai potuto segnare. Tutta un’altra musica nella ripresa, la squadra si è sbloccata. Vittoria meritata, la Juve non ha mai tirato, Viviano ha fatto solo quella parata su Nicolussi».

Polemiche per la formazione schierata da Allegri...

«Le polemiche le hanno fatte un po’ ad Empoli e soprattutto le ha fatte Mihajlovic a Bologna. Contestare è facile, ma bisogna mettersi nei panni degli altri: per la Juventus quella era la miglior formazione del momento. Ovvio, vista l’imminenza dell’impegno in Champions. E poi bisogna dire che la Spal è stata brava a sfruttare le occasioni che ha avuto».

Impressioni sui singoli?

«Mi aspettavo di più da Lazzari e Fares, che contro la Roma avevo visto devastanti».

Veniamo all’Empoli: a Bergamo ha conquistato un punto pesante.

«Ma ha avuto fortuna. Non ho mai visto una squadra sbagliare il numero di palle-gol che ha fallito l’Atalanta l’altra sera. Il portiere dell’Empoli, poi, è stato bravissimo. Per i toscani poco gioco, appena qualche raro contropiede, Caputo mai servito. Immagino che sabato la musica cambierà».

Che partita sarà?

«La Spal dovrà stare attenta, proprio Caputo in casa è un pericolo, e l’Empoli generalmente ha sempre prodotto un buon calcio, Bergamo può essere stata una parentesi. La Spal però in difesa concede poco, inoltre non avrà l’obbligo di vincere a tutti i costi: arrivare a questa sfida a +6 sui toscani non è dettaglio da poco. L’Empoli non avrà alternativa al successo, e per cercarlo dovrà per forza scoprirsi, lasciando spazi che la Spal dovrà e potrà sfruttare».

Confronto decisivo nell’ottica della lotta salvezza?

«Solo se vincerà la Spal, che andrebbe a +9 a cinque giornate dal termine. Ma anche mantenere l’attuale margine non sarebbe cosa trascurabile, 6 punti sono sempre 6 punti. Diciamo che potrà essere un confronto quasi decisivo».

Gli aspetti su cui puntare, da parte della Spal?

«Personalità. Ma credo che la possieda, l’ho vista spesso giocare bene anche in trasferta. E poi ho notato una condizione fisica eccellente».

E lei? Quanto si sente doppio ex?

«Poco... La Spal ce l’ho dentro, a Empoli sono capitato. A Ferrara cinque anni, la fanciullezza, la serie A... La Spal è il mio cuore, a Empoli sono stato per lavoro».

Stagione 1993/94, Empoli-Spal 0-0, lei in panchina.

«Allenavo la Primavera. Esonerarono Donati, poi Lombardi. Subentrammo io e Spalletti. Non voglio essere presuntuoso: il mister era lui, però non aveva il patentino. Ci salvammo ai play out perchè rientrò Montella».

Poi l’Empoli prese il volo, sabato sarà la prima sfida in A dopo quelle di C.

«Era cambiata la storia, ma al contrario. Ora la Spal ha rimesso le cose a posto». —

P.N.

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google