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Juve da rivedere, Allegri ha scelto di restare

Dopo Ramsey i sogni sono Isco e Chiesa. Sabato con la Fiorentina basta un pari e sarà scudetto, ma non c’è voglia di festa

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TORINO. La batosta è stata dura. Inchinarsi alla bravura e alla freschezza dell'Ajax, nei quarti di Champions, è stato peggio per la Juve che perdere le finali con il Barcellona e il Real. Uno schiaffo meno amaro di quello al Bernabeu un anno fa per 'colpa’ dell'arbitro con il «bidone della spazzatura al posto del cuore» (come disse Buffon), o tre anni fa nei supplementari degli ottavi a Monaco contro il Bayern, ma più forte. C'erano assenze importanti - Chiellini, Mandzukic e Douglas Costa - ma la partita più difficile ha messo a nudo l'involuzione di Dybala ed Alex Sandro, i limiti di Bernardeschi, i problemi della difesa senza il suo capitano - e un concetto di calcio che privilegia la fisicità alla tecnica. La Juventus così pensa al mercato: facile parta Dybala, si valuterà per Douglas Costa; c’è Ramsey; i sogni sono De Ligt e Isco, il ritorno di Pogba, Chiesa Manolas, Ndombele del Lione.

Con Ronaldo in più, sono sfumati la Champions e la Coppa Italia, restano lo scudetto e la Supercoppa italiana. Tra i più contrariati CR7: «Era triste - ha rivelato la madre, Maria Dolores Aveiro - mi ha detto “Mamma, non faccio miracolì”». I tifosi scettici nei confronti di Allegri sono tornati un esercito. Mentre la stampa inglese parla di contatti con Antonio Conte Allegri, però, delude chi vorrebbe un cambio: «Ho un anno di contratto ed è mia intenzione rimanere. Dopo cinque anni c'è molto da fare insieme». Il tecnico non voleva che la Champions divenisse un'ossessione, adesso che è sfuggita di nuovo il rischio è più grave: «Capisco la delusione e l'amarezza - ha detto - io stesso sono molto amareggiato, soprattutto per i miei giocatori. Ma non deve esserci frustrazione. Arrivare ai quarti della Champions è un buon risultato, non ci si deve dimenticare che in corsa ci sono anche altre squadre forti. Vincere la Champions non è un'impresa facile, chi pensa diversamente non è a contatto con la realtà. Ora - ha proseguito Allegri - non dobbiamo farci trascinare dalla delusione, si deve resettare. Ripartiamo vincendo lo scudetto, l'ottavo consecutivo».

Per i bianconeri è stato un giorno di riposo, e di astensione dai social. A sera, ha rotto il ghiaccio Bernardeschi: «Ci sono giorni, come questi, che ci fanno essere tristi, incazzati e delusi.. giorni che vorresti finissero subito, ma che invece dureranno come qualsiasi altro giorno meraviglioso, perché è proprio da questi giorni che si impara - prosegue l'attaccante bianconero - ci si rialza e si programmano obiettivi futuri da conquistare. Non è una sconfitta, non è una delusione che può fermare il grande sogno, l'obiettivo comune, il grande successo che arriverà». Un post che ha subito raccolto molti commenti critici dei tifosi. Sabato, con un punto allo Stadium contro la Fiorentina, sarà scudetto ma la festa bianconera, probabilmente, non si accenderà. —



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