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Baltur, stasera o mai più In missione con 500 tifosi per battere la Tezenis

Simone Gagliardi
Baltur, stasera o mai più In missione con 500 tifosi per battere la Tezenis

Ultimo atto sul parquet di Verona, che difende il quarto posto Ma le motivazioni dei centesi sono quelle di chi è chiuso all’angolo 

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match salvezza

Tutto in 40 minuti. L’intera stagione della Baltur si decisa stasera, nell’ultimo turno di campionato. Sul parquet di Verona, ma anche su altri campi. Un torneo balordo, quello del debutto di Cento in A2, partito sotto i miglori auspici, con una serie di vittorie e un insperato terzo posto, prima di una profonda crisi di risultati, culminata con il cambio alla guida tecnica. Gli infortuni agli americani, con la pesantissima assenza di White per oltre due mesi senza un adeguato ricambio e il taglio di Mays per un problema al ginocchio. Poi, un assetto tutto nuovo, con Taylor e Taflaj, e un ultimo mese fatto di tre vittorie consecutive, ma anche con il rammarico di qualche sconfitta evitabile, vedi Piacenza e Forlì. Oggi, però, il passato non conta più.

Conta solo la partita di Verona. La Baltur alle 20.30 si gioca la stagione contro la Tezenis, una delle big del girone, destinata a recitare un ruolo da protagonista negli ormai imminenti playoff. Attualmente quarta in classifica, ha resistito 6 giorni fa all’assalto di Udine, limitando la sconfitta per salvare la differenza canestri. Una vittoria stasera ne legittimerebbe il quarto posto; una sconfitta può essere indolore, giocando Udine a Treviso, campo arduo da espugnare. Per la Baltur solo un risultato possibile: la vittoria. Delle eventuali combinazioni si è straparlato in settimana, tutto è ancora possibile ed è legato anche a risultati altrui. Salvezza diretta, playout, retrocessione. Nessuno si nasconde dietro a un dito, tutti sanno che perdendo a Verona e giocando la Bakery Piacenza il derby contro una squadra senza più motivazioni, l’ipotesi della retrocessione c’è. Ma Cento vuole restare in A2 e per centrare la salvezza deve vincere. Al resto e agli altri si penserà poi.

La Baltur è in salute, è stato cementato il gruppo, la mentalità è maturata, così come il rendimento. Cresciute intesa, difesa e intensità. Ma, per oltrepassare il traguardo e gioire, occorre un ultimo sforzo. Oggi a Verona.

Tecnicamente la Tezenis fa paura. Squadra profonda, equilibri nuovi dopo l’ingaggio di Vujacic, ex Lakers, con due anelli conquistati in Nba. Giocatore che sposta: molti palloni, molti tiri, in campo può far tutto. Verona ha una struttura fisica imponente. Poletti, arrivato da Siena prima dell’esclusione dal campionato dei toscani, è stata la ciliegina sulla torta di un reparto in cui spiccano Candussi, Udom e l’ex Quarisa. Non solo lunghi di grido, ma anche una batteria di esterni temibile, che, se in serata, fa malissimo, come accadde all’andata a San Lazzaro. Il regista Amato, uno dei migliori playmaker del campionato, ha la mano caldissima, così come l’americano Ferguson. Minuti anche per l’altro ex centese Ikangi.

Verona è reduce da due sconfitte consecutive in trasferta. Netta quella a Roseto, dove ha subito più di 100 punti. Meno quella di Udine. La motivazione che può avere la squadra di coach Dalmonte oggi, essendo il quarto posto quasi in acquisito, sarà salutare il pubblico di casa con una vittoria prima dei playoff. Certo è che per la Baltur vincere stasera conta molto, molto di più.

La Tezenis è forte, ma non imbattibile. L’intensità difensiva può fare la differenza, sporcare i possessi e provare ad annebbiare le idee, sono le direttive per gestire i ritmi di una sfida decisiva. La Baltur sta bene, è al completo, la condizione fisica e mentale c’è. E non le mancherà il sostegno: 500 tifosi, forse più, la sosterranno. —

Simone Gagliardi

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