La Maratona sposa il Grande Fiume
Cambia il percorso e si allunga sulla ciclabile Destra Po fino a Zocca: appuntamento il 29 settembre
È stato fonte di vita, ma anche causa di morte e distruzione. È stato celebrato dalle penne di scrittori e sceneggiatori. È stato via di collegamento per i commerci fra Oriente ed Europa. Quest’anno diventa compagno di strada, sfondo a chi fa della corsa uno sport, una passione, una ragione di vita. Lo chiamano Grande Fiume, per dar conto della sua possanza, quella che il suo breve nome non sa conferirgli. Eppure è il Po, il principale corso d’acqua italiano e diventa il riferimento della Ferrara Marathon.
la svolta
Appuntamento lontano, il 29 settembre, ma presentato ieri in Municipio, per annunciare la svolta e rincuorare con largo anticipo i detrattori di ogni iniziativa che ostacoli il proprio quotidiano, nel caso la mobilità domenicale, quando i podisti diventano padroni delle strade. Da quest’anno lo scontro fra le parti sarà limitato. Grazie al Grande Fiume, appunto, che accompagnerà con il suo lento scorrere le falcate dei maratoneti.
«Vi chiederete perché presentiamo la Ferrara Marathon oggi - ha esordito in conferenza stampa l’assessore comunale allo sport Simone Merli -. La data è cambiata l’anno scorso (dalla primavera all’autunno, ndr), con risultati positivi, successo della Corriferrara ottenuto innovando e che ha visto la partecipazione di podisti di circa 40 Paesi. È uno degli eventi sportivi più rilevanti per Ferrara, un anno per l’altro gli alberghi si riempiono. Ma il percorso è lungo e questi ragazzi (ha detto indicando gli organizzatori, ndr) lo hanno dovuto prendere in mano in modo violento: Erica e Massimo (Corà, figlio del compianto Giancarlo, e la moglie, ndr) hanno messo in campo una squadra piena di passione, la maratona è l’evento d’arrivo e ripartenza del loro impegno. Ed è un evento guardato con interesse oltre le Mura, tanto che la Regione investe risorse pubbliche per 25mila euro. Non posso che essere grato, per la serietà e la disponibilità, alla Corriferrara».
Irene Righetti, che da quest’anno cura le relazioni con i media, ha ricordato che «la maratona di Ferrara nasce nel 1909 con l’organizzazione della Pgf e arriva quest’anno, fra stop e ripartenze, alla 46ª edizione. C’era da fare qualcosa di nuovo e, dopo aver unito arte, storia e cultura, ecco la natura, il Grande Fiume, il Po».
il presidente
Introdotto, così, l’intervento del presidente di Corriferrara: «Sì - ha fatto luce Massimo Corà -, c’è un nuovo percorso. Al termine di ogni edizione raccogliamo consensi, consigli e critiche: è emerso che il percorso poteva essere migliorato. Abbiamo studiato il territorio, in modo che fosse il più allettante possibile, visto che l’85% dei partecipanti arriva da fuori Ferrara. Avendo il Po e una ciclabile stupenda, specie dopo Francolino, dove si allarga e si apre su un panorama magnifico, abbiamo puntato in quella direzione. Questo anche per andare incontro a quella parte di cittadinanza che si è lamentata e limitare il più possibile il disagio. Cambiare percorso non è facile e ringrazio Nino Sarno: va studiato, disegnato, misurato al centimetro, certificato dalla Fidal». È stato poi appunto Nino Sarno a illustrare il percorso, che vede comunque partenza e arrivo in corso Martiri della Libertà e che, rispetto al passato, muta a Francolino: da lì e fino a Zocca di Ro sarà sulla ciclabile Destra Po, per poi fare ritorno sfiorando Ruina, Fossadalbero, Pescara di Sabbioni, Malborghetto di Boara e poi in città, nel sottomura fino alla Prospettiva, per un ultimo chilometro sul rettilineo di corso Giovecca. —
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