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Il cielo biancazzurro accompagna la Spal Arezzo ed Empoli simboli della scalata

Marco Nagliati
Il cielo biancazzurro accompagna la Spal Arezzo ed Empoli simboli della scalata

Il 23 aprile di tre anni fa la città festeggiava la promozione in B Pareva un traguardo massimo, invece è stato solo l’inizio di un sogno 

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la ricorrenza



Tutto è cominciato tre anni fa. C’era il ciclone Medusa: acqua, tuoni e fulmini. C’era una città in ansia: Ferrara. A 24 anni dall’ultima volta, la Spal era ad un passo dal ritorno in serie B. Sabato 23 aprile 2016: al Mazza i ragazzi di Semplici attendevano l’Arezzo, sarebbe bastato un punto per festeggiare la promozione con due turni d’anticipo. San Giorgio, santo patrono cittadino, stava facendo buona guardia. La statua del Savonarola pronta a bardarsi di biancazzurro. Rapido guizzo del “cobra” Zigoni, lo stadio in estasi. Erano novemila quel giorno. Finì 1-1, iniziò una leggenda sportiva.

la favola

Quello che allora appariva come un traguardo sommo e da proteggere, tre anni dopo - negli stessi giorni - s’è trasformato in un inarrestabile processo di crescita. Da quel sabato 23 aprile agli attuali giorni di festa con la Spal che sta vivendo il momento migliore dei suoi due anni di Serie A. La truppa di mister Easy ha nove punti di vantaggio sull’Empoli terz’ultimo (un’altra toscana invitata al brindisi primati dopo l’Arezzo del 2016 e il Pisa guidato da Gattuso che all’epoca era secondo), ed è la formazione che più s’è migliorata rispetto alla scorsa stagione. La Spal ha 9 punti in più al confronto del 33º turno di un anno fa, la seguono il Cagliari (+8) e l’Atalanta (+4). Significa che, da quel traguardo immaginifico colto 1.095 giorni fa, c’è sempre stato un passetto in avanti. Insperato all’inizio, considerato che in B si inseguiva la salvezza e non certo la promozione nella massima serie, poi rincorso e difeso dodici mesi fa e quest’anno. La permanenza in Serie A è giunta all’ultima giornata il 20 maggio 2018 (3-1 alla Sampdoria), stavolta è attesa molto prima.

il sogno

In quel piovoso tardo pomeriggio del 23 aprile 2016 si scandiva uno slogan: “Il sogno è bianco e azzurro”. Giravano t-shirt e nessuno poteva immaginarsi che ben presto ne sarebbero circolate ben altre. Tredici mesi dopo, a Terni, la curva cantava “noi ce ne andiamo, ce ne andiamo in serie A...”.

I 9.000 del Mazza adesso sono quasi 16.000 e alcuni, in casa Spal, sono ancora qui. La proprietà saldamente in mano ai Colombarini e la gestione al presidente Mattioli; passando per il ds Vagnati che ogni estate assembla un gruppo che regge la competizione. E poi loro, i due della vecchia guardia. Ruoli diversi, storie all’opposto, ma congiunti nei cuori dei tifosi: Leonardo Semplici e Manuel Lazzari. Il trainer era arrivato l’8 dicembre 2014, sempre sotto la pioggia. Sconfitta con la Carrarese davanti ai soli fan irriducibili. Un passo alla volta, crescendo assieme all’ambiente estense, eccoci al sacco di Empoli della vigilia di Pasqua che ha messo la Spal sul binario della serenità. Da quell’inverno del 2014 ad oggi, Semplici ha collezionato 189 panchine spalline (169 in campionato, 18 in coppa e 2 nella Supercoppa) con 85 successi e 49 pareggi.

il folletto

“Manuelito” ha visto tutto. Calpestato ogni centimetro di percorso. Dal Porto Tolle alla Giacomense in Seconda Divisione: dal grigiorosso al biancazzurro, la rinascita dell’orgoglio. Lazzari ha vinto la Lega Pro, titolarissimo nella cavalcata in cadetteria. Inamovibile nella massima serie. È uomo mercato, in estate andrà a cercare altre sfide. Intanto ha raggiunto i 201 gettoni di presenza in maglia spallina: nel glorioso sabato in cui la Beneamata ha piegato la Juventus (2-1), la società gli ha regalato la maglia celebrativa per le 200 presenze. Il recordman biancazzurro è Boldrini con 287 casacche spalline. Insomma, il cielo rimane bianco e azzurro pur se la primavera anche stavolta si nasconde dietro nuvoloni gonfi di pioggia.

Tre anni orsono si festeggiava in piazza la promozione in B, oggi tutti concentrati sul conto alla rovescia che porta alla gara di domenica (ore 15 al Mazza) contro il Genoa. Un ulteriore tassello per la seconda salvezza consecutiva in A. «Lavoriamo sodo perché vogliamo fare bella figura» ama sottolineare il presidente Mattioli. —



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