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La lunga vita di “Masce” Per 519 volte a difesa dei pali

Davide Bonesi
La lunga vita di “Masce” Per 519 volte a difesa dei pali

A 44 anni nel Veronese il portiere Mascellani ha giocato l’ultima gara ufficiale «Mi sono tolto tante soddisfazioni. E l’orgoglio di avere Mattioli per presidente»

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Calciatore, precisamente portiere, ferrarese doc, figlio d’arte (il papà Oscar è stato apprezzato portiere) con una carriera divisa in due parti, la prima più lunga nella nostra provincia militando in alcune piazze storiche del nostro calcio (Vigaranese, Giacomense e Bondenese), la seconda dopo il trasferimento lavorativo a Verona, con l’inatteso debutto in Eccellenza e l’ultima gara stagionale giocata alla “tenera” età di 44 anni nella Juventina Valpantena, compagine di Seconda categoria veronese. E l’ultima immagine di calciatore lo ritrae con le due figlie (la moglie si chiama Ilenia) di fronte allo striscione che ricorda le sue 519 presenze nei dilettanti.

uomo da record

Difficile calcolare le presenze quando si è in queste categorie. «Ma le mie sono giuste - spiega Mascellani -, perché quando secoli fa (era il 2002, ndr) andai alla Giacomense mi chiesero il curriculum per l’almanacco e da allora ho sempre tenuto il conto. È stato facile perché la memoria per le cose importanti, come il calcio, funziona benissimo».

Il lungo percorso di “Masce” è iniziato nel vivaio del Frutteti, l’anno dopo quella squadra Allievi che sfiorò il titolo nazionale. «Le prime partite con i grandi furono al Coronella con “Picchio” (Alfonso Piscopo, ndr), poi ho giocato poco anche a Vigarano, mentre a Scortichino ho avuto una lunga e bella esperienza. Ricordo sempre con piacere l’inattesa chiamata alla Giacomense ma anche l’infortunio a Tresigallo: mi davano per finito e invece giocai tre anni bellissimi nel Rodigino, per poi tornare qui e vivere gli anni bellissimi a Bondeno. Per alcuni mesi restai anche dopo il salto di categoria, ma con il lavoro in banca mi ero trasferito a Verona ed era troppo pesante proseguire».

la nuov acarriera

E proprio nel Veronese la soddisfazione di giocare in Eccellenza: «Ho esordito a 35 anni suonati, una bella soddisfazione. Ero il 12esimo, ma il titolare si infortunò e feci bene. Penso che la mia categoria sia la Prima, ma con un po’ di fortuna e senza l’obbligo dei fuoriquota potevo giocare tranquillamente anche in Promozione. Comunque, oltre a due salti di categoria con Nuova Aurora e Bondeno, ho ottenuto tante sofferte salvezze ai play out sempre da protagonista, l’ultima delle quali a 41 anni in Prima categoria».

i personaggi

In quasi 30 anni “Masce” ha giocato con tre generazioni di calciatori e incontrato tantissimi personaggi. «Ho legato con tutti ma non posso non citare Massimo Benati, mio preparatore da ragazzino a Vigarano e poi adulto a Bondeno. E tante cose le ho imparate da un compagno di squadra come Simone Preti. Alla Nuova Aurora ho avuto per anni come mister “Buba” Gavioli, diventato poi un amico. E gli amici di sempre sono Claudio Corsi, Filippo Sabbatani e Diego Pittiglio, e poi a Scortichino e Bondeno ho vissuto gli anni migliori. E sono orgoglioso di dire, soprattutto a Verona, che alla Giacomense avevo presidente Walter Mattioli. La sua - conclude - è una favola stupenda, da scriverci un libro o girare un film, perché è partito dalla Terza categoria ed è arrivato in serie A con scelte coraggiose, ma sempre vincenti, a partire dalla scelta dei direttori sportivi». —



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